{"id":693337,"date":"2018-02-21T10:57:07","date_gmt":"2018-02-21T09:57:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.varesenews.it\/?p=693337"},"modified":"2018-02-21T13:36:48","modified_gmt":"2018-02-21T12:36:48","slug":"tossico-cristiano-la-doppia-vita-stefano-binda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.varesenews.it\/2018\/02\/tossico-cristiano-la-doppia-vita-stefano-binda\/693337\/","title":{"rendered":"Il tossico cristiano, la doppia vita di Stefano Binda"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><strong>Non sappiamo se abbia ucciso Lidia Macchi, ma oggi sappiamo chi \u00e8 Stefano Binda<\/strong>. L\u2019uomo dalla doppia vita, di sicuro, ma anche un ragazzo fragile, un bohemien, un cristiano, un intellettuale e un amico per i suoi concittadini. Una girandola di cose, tutte insieme. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Ma perch\u00e9 sarebbe lui l\u2019assassino? <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><strong>E\u2019 questo nodo che dovr\u00e0 affrontare la pm Gemma Gualdi quando il 20 marzo inizier\u00e0 la sua requisitoria contro l\u2019imputato<\/strong>. In questi mesi \u00e8 emersa una storia personale di Stefano Binda drammatica e quasi da romanzo. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Se fosse innocente, sarebbe stata per lui l\u2019ennesima prova di una vita insieme sregolata e sfortunata, una sorta di onda del destino che ne ha minato, in ogni passaggio della sua crescita<strong>, il prestigio sociale e la possibilit\u00e0 di diventare una persona importante.<\/strong> E anche se non \u00e8 mai diventato un professore universitario Binda al suo paese, Brebbia, era rispettato, e anche dopo l\u2019arresto i suoi concittadini ne hanno sempre sottolineato l\u2019educazione.\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><div class=\"photo-inside-post\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" fetchpriority=\"low\" width=\"610\" height=\"431\" src=\"https:\/\/staging.varesenews.it\/photogallery_new\/images\/2017\/05\/le-immagini-del-processo-lidia-macchi-609851.610x431.jpg\" alt=\"Le immagini del processo Lidia Macchi \"><\/div>\u00a0Binda da giovane<\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><strong>La psichiatra che lo ha avuto in cura per i problemi di droga, nel 1994, ne ha ricostruito l\u2019infanzia.<\/strong> I problemi di obesit\u00e0 all\u2019et\u00e0 di 12 anni, la forte personalit\u00e0 tra i suoi coetanei. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">A scuola Binda diventa un punto di riferimento. Non viene da una famiglia borghese, abita in un paesino, ma al liceo classico si pone come un leader, come un tramite tra i professori e gli studenti. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><strong>E\u2019 cattolico, intellettuale, poeta.<\/strong> Affascina la ragazze, ma agli psichiatri dice che a 17 anni circa decide di diventare un tossicodipendente. Non ammette le sue debolezze, questo colpisce, ma dice che l\u2019ha voluto. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><strong>Assume vari tipi di droghe,<\/strong> secondo alcuni si buca gi\u00e0 nel 1984 (\u00e8 nato nel 1967). Egli smentisce e afferma che il buco lo avrebbe praticato solo molti anni dopo. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Per<strong> la psichiatra<\/strong> della comunit\u00e0 di Brescia che lo ebbe in cura, ha disturbi di personalit\u00e0 di tipo borderline. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><strong>Un consulente dell\u2019accusa<\/strong> invece afferma che <strong>ha paura delle donne<\/strong>, che la loro vicinanza lo innervosisce. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><strong>La sua amica del cuore<\/strong> dell\u2019epoca, Patrizia Bianchi, racconta che era misogino e che la respingeva. Ma \u00e8 anche apparso chiaramente che Binda non la voleva e non la amava. Oggi l\u2019imputato ne parla con <strong>assoluta indifferenza<\/strong>, non mostra nemmeno astio per averlo messo di mezzo indicandolo come il possibile autore della lettera anonima ai genitori di Lidia. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Il tema della <strong>doppia vita di Binda ricorre spesso<\/strong>, ma soprattutto negli anni di Cielle. Stefano partecipa alle attivit\u00e0 di <strong>Comunione e liberazione<\/strong>, prega, aderisce al messaggio morale e cattolico della comunit\u00e0 religiosa, ma poi la sera va in strada a farsi; frequenta la <strong>piazza di spaccio di Besozzo<\/strong>, ha giri di amicizie che nessuno conosce, fino a quando la sua tossicodipendenza viene scoperta all\u2019universit\u00e0. Desta scandalo, forse, ma intanto gli amici di Cielle lo aiutano, gli trovano la comunit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><strong>Negli anni della scuola<\/strong>, dopo esser stato bocciato al Liceo Cairoli di Varese, si trasferisce al classico di Arona. Ma \u00e8 con i suoi amici di Brebbia che segna il legame pi\u00f9 forte. Binda e Giuseppe Sotgiu, Sotgiu e Binda. I due sono cattolicissimi, legatissimi, sempre insieme. Il terzo del gruppo \u00e8 Piergiorgio Bertoldi, oggi nunzio apostolico in Burkina Faso. Gli ex amici per la pelle oggi sono preti. La procuratrice generale Gemma Gualdi, durante il processo, ha letto stralci di lettere con gli ex compagni; <strong>la polizia ha travato a casa di Binda<\/strong> riviste omosessuali nella sua biblioteca e poesie che alludono a un rapporto gay. Ma Binda ha negato, si \u00e8 sempre rifiutato di spiegare il punto, invoca la sua privacy, e d\u2019altronde questa<strong> sfera della sua intimit\u00e0<\/strong> cosa c\u2019entrerebbe col delitto? <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Binda ne ha passate tante. L\u2019uso di eroina, cocaina, hascish, anche i cocktail di Speedball:<strong> la sua discesa negli inferi delle sostanze, dopo gli anni Novanta, \u00e8 costante.<\/strong> Intervallata da periodi di disintossicazione. Nega per\u00f2 di essersi mai prostituito. Ingrassa, dimagrisce, ma si mantiene sempre lucido. \u201cSi gestisce da s\u00e9 la sua tossicodipendenza\u201d dice la psichiatra. <strong>La fascite necrotizzante al braccio<\/strong> \u00e8 una conseguenza grave della droga. Non lo ammette con i medici ma gli deriva proprio dall\u2019uso dell\u2019eroina, anche se in pubblico egli lo nega. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><strong>Gli ultimi anni sono pi\u00f9 appartati.<\/strong> La droga ritorna, a tratti. A<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Brebbia vive con la mamma, scrive su un blog culturale, aderisce<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>all\u2019associazione Magre Sponde, fa il critico di cinema. E\u2019 integrato. Ha studiato a Pisa, filosofia, poteva fare una carriera universitaria, ma ha lasciato per strada le sue speranze. Le debolezze lo tormentano, sembra forte, ma \u00e8 un ragazzo dentro.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">\u00a0<\/span><div class=\"photo-inside-post\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" fetchpriority=\"low\" width=\"610\" height=\"431\" src=\"https:\/\/staging.varesenews.it\/photogallery_new\/images\/2016\/01\/varie-506304.610x431.jpg\" alt=\"stefano binda\"><\/div>\u00a0Binda il giorno dell&#8217;arresto<\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><strong>In aula ribadisce di non aver mai avuto un rapporto stretto con Lidia Macchi, sostiene che quella notte del 5 gennaio 1987 era alla vacanza di Pragelato,<\/strong> con i ragazzi di Cielle. Due persone lo confermano, si ricordano di lui. Altri non se ne ricordano. Ed egli stesso ha dei flash confusi di quella settimana. Dice spesso: \u201c<strong>Non ricordo<\/strong>\u201d, tranne una camminata e una pattinata su ghiaccio, in cui rischi\u00f2 di ferirsi dopo una delle tante cadute. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><strong>In carcere si \u00e8 sempre comportato bene<\/strong>: due anni di detenzione, nessun proposito di suicidio, tanta lettura, buoni rapporti con gli altri detenuti. Quasi un asceta. Si \u00e8 arrabbiato solo quando si \u00e8 alluso all\u2019omosessualit\u00e0, poich\u00e9 temeva che gli altri detenuti lo attaccassero per questo. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Ci si chiede, ma Binda a chi \u00e8 stato legato nella sua vita? Quelli di Brebbia, forse. Emerge in aula una relazione amorosa avuta all&#8217;universit\u00e0. Nel periodo della \u201cfattanza\u201d spicca un nome, quello dell\u2019amico<strong> Fulvio Luzzardi,<\/strong> morto di overdose. Un legame forte, tanto che alla psichiatra, Binda, riferisce della sua morte come di un \u201ctradimento\u201d (\u201cMi ha lasciato solo\u201d). Eppure Stefano, anche durante questo processo, non \u00e8 mai stato del tutto solo. Per l&#8217;accusa sta nascondendo una <strong>verit\u00e0 inconfessabile<\/strong>\u00a0e la sua doppiezza \u00e8 evidente. Alcuni amici invece lo ritengono innocente e vengono a ogni udienza. E anche i familiari lo seguono: sono convinti della sua estraneit\u00e0. <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;uomo accusato di aver ucciso Lidia Macchi ha una passato e un presente pieno di contraddizioni, ma per la difesa una vita sregolata non \u00e8 sinonimo di colpevolezza<\/p>\n","protected":false},"author":50,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[56466,84327,84320],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v20.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Il tossico cristiano, la doppia vita di Stefano Binda<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"L&#039;uomo accusato di aver ucciso Lidia Macchi ha una passato e un presente pieno di contraddizioni, ma per la difesa una vita sregolata non \u00e8 sinonimo di colpevolezza\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"noindex, 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