{"id":700133,"date":"2018-03-16T17:25:00","date_gmt":"2018-03-16T16:25:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.varesenews.it\/?p=700133"},"modified":"2018-03-16T17:25:00","modified_gmt":"2018-03-16T16:25:00","slug":"luino-la-mozione-antifascista-divide","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.varesenews.it\/2018\/03\/luino-la-mozione-antifascista-divide\/700133\/","title":{"rendered":"Luino, la mozione antifascista che divide"},"content":{"rendered":"<p><strong>A Genova l\u2019hanno votata all\u2019unanimit\u00e0 tutte le forze politiche<\/strong>: la citt\u00e0 della Lanterna, retta da un\u2019amministrazione di Centrodestra, su di essa ha trovato l\u2019accordo: da Forza Italia alla Lega, passando per il Pd e i Cinquestelle, quello che una volta veniva descritto <strong>come l\u2019intero &#8220;Arco Costituzionale\u201d<\/strong> ha votato la mozione: chi vuol usufruire spazi e locali comunali deve sottoscrivere una dichiarazione: \u201cSono antifascista, non sono omofobo, n\u00e9 antisemita\u201d.<br \/>\n<strong>A Luino no. Per questo prima, durante e dopo il consiglio comunale di qualche giorno fa, la faccenda fa ancora discutere.<\/strong><\/p>\n<blockquote><p><strong>IL TESTO DELLA MOZIONE<\/strong><br \/>\nCon la presente il Consigliere Comunale Giovanni Petrotta propone la seguente mozione, ai sensi dell\u2019art. 23 del Regolamento sul funzionamento del Consiglio Comunale e chiede che essa venga discussa nella prima seduta utile di una Commissione all\u2019uopo convocata e inserita successivamente nell\u2019O.d.g della prima<br \/>\nseduta utile del Consiglio comunale.<\/p>\n<p>Premesso:<br \/>\n&#8211; Che l\u2019antifascismo \u00e8 la radice ideale e culturale da cui nasce la Repubblica Italiana e la sua Costituzione democratica la quale rappresenta il metodo democratico contro ogni forma di totalitarismo;<br \/>\n&#8211; Che tutte le iniziative e manifestazioni, provenienti da associazioni e organizzazioni politiche e sociali e da singoli soggetti, che richiamano in modo esplicito simboli fascisti o nazisti e ideologie proprie dei regimi totalitari e che diffondono idee e comportamenti ispirati a sentimenti antidemocratici, all\u2019odio razziale, all\u2019omofobia,<br \/>\nall\u2019antisemitismo, alimentate anche da una loro enorme diffusione nella rete, si fondono sul terrore e sulla repressione delle espressioni di libert\u00e0 e democrazia e provocano lutti e miserie;<br \/>\nche la reazione di fronte a queste idee e comportamenti \u00e8 quella di condanna, perseguendo con fermezza tutte le iniziative in contrasto con la difesa dei valori della libert\u00e0, del diritto, della solidariet\u00e0, che costituiscono il fondamento e la base della convivenza democratica.<br \/>\nRichiamato l\u2019art. 2 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (adottata dall\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948), il quale dispone che ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libert\u00e0 enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine<br \/>\nnazionale o sociale, di ricchezza o di altra condizione;<br \/>\nrichiamati i principi fondamentali sanciti dalla Costituzione della Repubblica Italiana ed in particolare quelli descritti agli artt. 2 e 3 i quali recitano \u201cLa Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell\u2019uomo&#8230;\u201d e che \u201cTutti i cittadini hanno pari dignit\u00e0 sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di<br \/>\nrazza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali\u201d;<br \/>\nevidenziato che la Costituzione della Repubblica Italiana, al punto XII delle Disposizioni transitorie e finali, testualmente recita \u201cE\u2019 vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista&#8230;.\u201d. Vista la legge n.645\/1952 (cd. Legge Scelba), di attuazione della XII Disposizione transitoria e finale della<br \/>\nCostituzione, che punisce la riorganizzazione del disciolto partito fascista dettando la disciplina definitoria e sanzionatoria dei reati di apologia e manifestazioni fasciste;<br \/>\nvista, inoltre, la legge n. 654\/1975 intitolata \u201cRatifica ed esecuzione della convenzione internazionale sull\u2019eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale\u201d, che all\u2019art. 3, in particolare, stabilisce che \u00e8 vietata ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi l\u2019incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi; vista,<br \/>\ninfine, la legge 205\/1993 di conversione del D.L. 122\/1993 (cd. Legge Mancino) che:<br \/>\n&#8211; punisce chiunque propaganda idee fondate sulla superiorit\u00e0 e sull\u2019odio razziale o etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi;<br \/>\n&#8211; punisce chiunque istiga, con qualunque modalit\u00e0, a commettere o commette atti di violenza o di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi;<br \/>\n&#8211; vieta, infine, ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi l\u2019incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici.<br \/>\nTenuto conto dell\u2019art. 17 (\u201cDivieto e abuso del diritto\u201d) della Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell\u2019uomo e delle libert\u00e0 fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950, il quale stabilisce che nessuna disposizione contenuta nella Convenzione stessa pu\u00f2 essere interpretata come implicante il diritto per uno Stato, un gruppo o un individuo di esercitare un\u2019attivit\u00e0 o compiere un atto che miri alla distruzione dei diritti e delle libert\u00e0 riconosciuti nella Convenzione, o porre a questi diritti e a queste libert\u00e0 limitazioni pi\u00f9 ampie di quelle previste dalla Convenzione<br \/>\nstessa;<br \/>\nin considerazione delle grandi sofferenze subite dalla popolazione italiana e, per quanto riguarda il nostro territorio da buona parte della popolazione luinese sia durante il regime fascista sia durante la seconda guerra mondiale; sofferenze e afflizioni, all\u2019interno delle quali vanno ricordate la persecuzione di nostri concittadini<br \/>\nantifascisti , arrestati e\/o mandati al confino o costretti ad emigrare. Persecuzioni culminate, per molti antifascisti ed ebrei, dopo l\u20198 settembre 1943 con la morte e la deportazione nei lager tedeschi;<br \/>\nin considerazione, altres\u00ec, del contributo dato in vario modo alla Resistenza da antifascisti Luinesi, di diverso orientamento democratico e dei caduti alla Battaglia del San Martino in Valcuvia (novembre 1943) e alla Gera di Voldomino (ottobre<br \/>\n1944);<br \/>\nconsiderato, infine, che lasciare spazio a manifestazioni, associazioni e organizzazioni che non si riconoscono nei valori della Costituzione italiana, che dichiaratamente razziste, xenofobe, antisemite, omofobe e antidemocratiche che, anche con esaltazione di forme di violenza, possono contribuire a creare sul territorio relazioni e reti di complicit\u00e0, con il rischio di un pericoloso spirito di emulazione, soprattutto da parte della popolazione pi\u00f9 giovane, costituisce una eventualit\u00e0 da scongiurare con fermezza.<br \/>\nDato atto che il presente dispositivo costituisce mero atto di indirizzo e come tale non necessit\u00e0 del parere di cui all&amp;#39;art. 49 del D.Lgs. n. 267\/2000<br \/>\n<strong>INVITA IL SINDACO E LA GIUNTA<\/strong><br \/>\n1. a prendere atto che le premesse costituiscono parte integrante e sostanziale del presente dispositivo;<br \/>\n2. a promuovere iniziative culturali, in collaborazione con le associazione culturali e democratiche e con le scuole di ogni ordine, atte a favorire i valori di libert\u00e0, tolleranza e uguaglianza ed a mantenere viva la memoria storica della Resistenza e delle origini antifasciste della Repubblica Italiana;<br \/>\n3. a sensibilizzare la cittadinanza sui nuovi fascismi, con particolare attenzione alle fasce pi\u00f9 giovani ed esposte, se non in possesso degli adeguati strumenti storico culturali, all\u2019attrazione della mitologia fascista e nazista; a dare mandato ai competenti Uffici Comunali di adeguare la modulistica, relativa alla richiesta di occupazione di suolo pubblico e di concessione di sale comunali, inserendo un\u2019autocertificazione che comporti il rispetto del dettato costituzionale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>NELLO SPECIFICO SI CHIEDE:<\/strong><\/p>\n<blockquote><p>\n&#8211; di imporre come requisito necessario per l\u2019assegnazione di spazi e<br \/>\ncontributi pubblici il non aver subito condanne, anche con sentenza non definitiva, per reati di cui alle leggi elencate in premessa. Ci\u00f2 in tutti i Regolamenti comunali , ma in particolare, nel \u201cRegolamento per la concessione in uso di locali per attivit\u00e0 culturali e ricreative\u201d, atto n. 19 del 20.3.2007, in vigore dal 10.5.2007, nel \u201cRegolamento Cosap, per l\u2019occupazione di spazio pubblico e per l\u2019applicazione del relativo canone\u201d, delibera del 1.1.2012 e nel \u201cRegolamento comunale per la disciplina dello svolgimento delle sagre e delle fiere\u201d, approvato dal Consiglio Comunale di Luino, con atto n. 41 del 6 dicembre 2016:<br \/>\n&#8211; di prevedere, nei moduli di richiesta di utilizzo di spazi pubblici<br \/>\n(a titolo semplificativo ma non esaustivo: siano essi spazi, edifici o sale comunali) da presentare al momento della richiesta di autorizzazione, una dichiarazione esplicita di riconoscimento nei valori antifascisti espressi dalla Costituzione italiana;<br \/>\n&#8211; di istituire meccanismi di intervento impeditivo per quanto riguarda l\u2019assegnazione di contributi, patrocini o altre forme di supporto e sostegno ad associazioni che, pur avendo sottoscritto la suddetta dichiarazione, presentino richiami all&#8217;ideologia fascista, alla sua simbologia, alla discriminazione etnica, religiosa, linguistica o sessuale, verificati a livello statutario, ove lo Statuto \u00e8 presente, sui siti internet e sui social network, o nell\u2019attivit\u00e0 pregressa oppure per accertata violazione delle leggi in materia;<br \/>\n&#8211; di istituire analoghi meccanismi da inserire nei regolamenti comunali della fruizione delle sale pubbliche per la concessione delle stesse;<br \/>\n&#8211; di richiedere maggiore vigilanza al corpo di Polizia Locale nel contrasto alle fattispecie di cui sopra e in particolare alla diffusione di volantini davanti agli istituti scolastici inneggianti alla discriminazione, all\u2019odio e alla violenza per motivi sessuali, linguistici, etnici o religiosi;<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>\u00abIn sintesi non \u00e8 una mozione Petrotta, ma si tratta di una mozione che \u00e8 stata presentata &#8211; e votata &#8211; in tanti comuni italiani,<\/strong> da Torino (con voto 5 stelle) a Milano, da Firenze, a Varese, Brescia (a Brescia la magistratura ha bocciato un ricorso di Casapuond) a Genova\u00bb, spiega l\u2019estensore.<br \/>\n\u00abA Genova, governata da sindaco di Centrodestra, il Consiglio comunale ha votato la mozione con l&#8217;integrazione che potrai leggere, nell&#8217;allegato. Votanti a favore: tutti. Dalla Lega, al Pd, dai 5stelle a Forza Italia. Si son astenuti\/asenti i tre consiglieri di Fratelli d&#8217;Italia.<br \/>\nNel presentare la mozione, ho tenuto conto della realt\u00e0 luinese. Del fatto che son dell&#8217;Anpi e del PD.<br \/>\nIn sintesi la richiesta della mozione era di chiedere a chi vuol usufruire spazi e locali comunali di sottoscrivere una dichiarazione di essere antifascista , di non essere razzista, antisemita, omofobo. <strong>La maggioranza ha votato contro a tutto ci\u00f2\u00bb<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giovanni Petrotta, il consigliere comunale estensore del documento, spiega com\u2019\u00e8 andata la discussione in consiglio comunale<\/p>\n","protected":false},"author":34,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[6816],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v20.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Luino, la mozione antifascista che divide<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Giovanni Petrotta, il consigliere comunale 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