{"id":71764,"date":"2012-12-20T00:00:00","date_gmt":"2012-12-20T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2012-12-20T00:00:00","modified_gmt":"2012-12-20T00:00:00","slug":"i-monasteri-medioevali-cantano-la-nostra-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.varesenews.it\/2012\/12\/i-monasteri-medioevali-cantano-la-nostra-storia\/71764\/","title":{"rendered":"I monasteri medioevali cantano la nostra storia"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"1\" hspace=\"5\" alt=\"\" vspace=\"5\" align=\"left\" width=\"370\" height=\"202\" src=\"https:\/\/www3.varesenews.it\/immagini_articoli\/201212\/seprio2.jpg\" \/>&laquo;Facciamo una cosa che non cambier&agrave; i destini della provincia, ma che rimarr&agrave; nel tempo&raquo;. <strong>Dario Galli<\/strong>, presidente della Provincia di Varese, &egrave; un appassionato di storia medioevale, periodo che definisce &laquo;<strong>oscuro<\/strong>&raquo; e al tempo stesso &laquo;<strong>illuminante<\/strong>&raquo; per ricostruire la storia del territorio varesino. La pubblicazione &laquo;<strong>Monasteri Fruttuarianensi nel Seprio<\/strong>&raquo; (<strong>Pietro Macchione editore<\/strong>), curata da <strong>Mauro Luoni <\/strong>e inserita nella collana &ldquo;Quaderni di storia del territorio varesino&rdquo;, riporta alla luce un frammento di quella storia partendo da un antico manoscritto liturgico di rito ambrosiano: <strong>l&#8217;antifonale <\/strong>della <strong>Badia di Ganna<\/strong>. La riproduzione del vecchio antifonario restituisce al pubblico un repertorio liturgico altrimenti di non facile consultazione. Musica, architettura e storia si fondono, dunque, in un testo che cerca di riannodare i fili di una cultura antica attraverso il contributo di numerosi studiosi: <strong>Alfredo Lucioni, Mauro Luoni, padre Benigno Comolli, Raffaella Ganna e Alessandro Riganti. <\/strong>Quest&#8217;ultimo<strong>, <\/strong>maestro del coro <strong>Antiqua laus<\/strong>, ha eseguito l&#8217;analisi e la comparazione musicale con altri manoscritti liturgici dello stesso periodo e trascritto l&#8217;intera liturgia in notazione gregoriana moderna grazie a un programma informatico. &laquo;L&#8217;antifonario di Ganna &ndash; ha sottolineato <strong>il maestro <\/strong>&ndash; ha una particolarit&agrave; molto singolare: pur dovendo servire al servizio liturgico di una comunit&agrave; <strong>benedettina<\/strong>, che esegue il rito romano, riporta brani di liturgia cantata secondo il rito ambrosiano&raquo;. Quella del rito per&ograve; non &egrave; l&#8217;unica particolarit&agrave;. Nell&#8217;analisi dell&#8217;antifonario compaiono dei <strong>capilettera <\/strong>con delle faccine disegnate a mano, un espediente usato dagli amanuensi per trovare un po&#8217; di svago rispetto al rigore imposto dalla vita monastica.<br \/>\n&laquo;L&#8217;ordine fruttuariense &ndash; ha spiegato <strong>Alfredo Lucioni<\/strong>, docente di Storia medioevale all&#8217;Universit&agrave; Cattolica di Milano &#8211; nell&#8217;area del <strong>Seprio <\/strong>ha lasciato quattro insediamenti importanti: la <strong>Badia Ganna<\/strong>, il monastero di <strong>Voltorre<\/strong>, il monastero femminile di <strong>Caronno Pertusella<\/strong>, la chiesa di <strong>San Sepolcro <\/strong>a <strong>Castiglione Olona<\/strong>, che &egrave; stata rasa al suolo per lasciar posto alla <strong>Chiesa di Villa<\/strong>&raquo;.<br \/>\nLe pietre di chiostri e monasteri raccontano, parlano e, secondo alcuni studiosi, a volte cantano. Luoni prende le mosse dagli studi di <strong>Marius Schneider <\/strong>su tre insediamenti benedettini in Catalogna, dove si sostiene l&#8217;esistenza di &laquo;una impensata affinit&agrave; fra la successione dei capiteli e la posizione delle note degli inni gregoriani propri dei santi a cui quei chiostri erano dedicati&raquo;. Un&#8217;ipotesi suggestiva che, secondo Luoni, per&ograve; non &egrave; verificata sulle pietre del chiostro di Voltorre, certamente intonate con il paesaggio lacustre ma non con il canto religioso.<br \/>\nLa pubblicazione, cos&igrave; come&nbsp;la precedente, ha avuto gi&agrave;&nbsp;numerose richieste dal <strong>Canton Ticino, dalla Germania e soprattutto dal centro Italia<\/strong>, un interesse che l&#8217;editore <strong>Pietro&nbsp;Macchione <\/strong>definisce &laquo;notevole&raquo;, considerato l&#8217;argomento. Un&#8217;operazione che &egrave; stata possibile grazie al contributo dell&#8217;ente provinciale, di Ubi- Banca Popolare di Bergamo, del comune di Gavirate e della Comunit&agrave; montana del Piambello. Secondo il <strong>presidente Galli e l&#8217;assessore alla Cultura Francesca Brianza, <\/strong>questo interesse andrebbe in qualche modo capitalizzato in termini culturali. &laquo;Se riusciamo ad esserci ancora &ndash; ha concluso Galli &ndash; all&#8217;inaugurazione di un altro lotto del monastero di <strong>Cairate <\/strong>si potrebbe organizzare un momento di confronto tra studiosi e dare una sistematicit&agrave; a tutto quanto &egrave; stato prodotto sull&#8217;argomento. Non mi interessano i tagli di nastri, ma il valore espresso nelle cose belle che si fanno in questa provincia&raquo;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abMonasteri Fruttuarianensi nel Seprio\u00bb ( Pietro Macchione Editore) partendo dall&#8217;antifonale della Badia di Ganna, antico manoscritto liturgico di rito ambrosiano,  riporta alla luce un frammento importante del passato<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8,18,7],"tags":[283,8462,2415],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v20.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>I monasteri medioevali cantano la nostra storia<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"\u00abMonasteri Fruttuarianensi nel Seprio\u00bb ( Pietro Macchione Editore) partendo dall&#039;antifonale della Badia di Ganna, antico 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