{"id":84035,"date":"2012-07-12T00:00:00","date_gmt":"2012-07-12T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2012-07-12T00:00:00","modified_gmt":"2012-07-12T00:00:00","slug":"tecnici-politici-e-imprenditori-nel-reticolo-del-malaffare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.varesenews.it\/2012\/07\/tecnici-politici-e-imprenditori-nel-reticolo-del-malaffare\/84035\/","title":{"rendered":"Tecnici, politici e imprenditori nel reticolo del malaffare"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www3.varesenews.it\/immagini_articoli\/201205\/img_1460.jpg\" width=\"250\" height=\"251\" vspace=\"5\" hspace=\"5\" border=\"1\" align=\"left\" alt=\"\" \/>Da una parte il capo dell&#8217;ufficio tecnico <strong>Gigi Bossi <\/strong>ometteva, accelerava le tempistiche, dichiarava conformit&agrave; inesistenti, dall&#8217;altra parte l&#8217;architetto <strong>Riccardo Papa<\/strong> faceva in modo che la collega <strong>Federica Motta<\/strong>, fidanzata di Gigi Bossi, rientrasse nei progetti come cofirmataria e fungesse tramite per incassare soldi dei quali beneficiava insieme allo stesso Gigi Bossi, spesso senza nemmeno mettere mano ai progetti. E&#8217; questa la tela di Penelope che i giudici della sezione penale del Tribunale di Busto Arsizio hanno ritenuto esistere, con <a href=\"http:\/\/www3.varesenews.it\/gallarate_malpensa\/articolo.php?id=235068\" target=\"_blank\">la condanna dei tre imputati<\/a> arrivata lo scorso 25 maggio, nella citt&agrave; dei due galli tra il 2006 e il 2008. In quegli&nbsp;anni il boom edilizio in citt&agrave; aveva permesso<strong>&nbsp;la cooptazione di decine di pratiche edilizie nelle mani dei due professionisti<\/strong> (Motta e Papa) avvantaggiando in maniera evidente anche il capo dell&#8217;ufficio tecnico stesso.  <\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www3.varesenews.it\/immagini_articoli\/201205\/img_1448.jpg\" width=\"250\" height=\"201\" vspace=\"5\" hspace=\"5\" border=\"1\" align=\"right\" alt=\"\" \/><strong>CORRUZIONE E NON CONCUSSIONE &#8211;<\/strong> Nelle motivazioni i giudici spiegano nel dettaglio perch&egrave;i tre imputati nel cosiddetto processo &ldquo;Lo.li.ta.&rdquo; non siano stati condannati per concussione ambientale ma per corruzione e abuso d&#8217;ufficio. Nonostante l&rsquo;analitica descrizione dei comportamenti posti a base del reato di concussione, infatti, il capo in questione introduce elementi definiti &laquo;distonici rispetto alla struttura del reato, tale da renderlo incoerente con i presupposti normativi e costringere l&rsquo;interprete a confrontarsi con altre fattispecie&raquo; &#8211; scrivono. &nbsp;E&#8217; chiaro ai giudici del collegio <strong>Adet Toni Novik, Luisa Bovitutti e Piera Bossi <\/strong>che gli imprenditori che il pubblico ministero ha definito &ldquo;concussi&rdquo; non sono stati costretti n&eacute; indotti e che il compimento di attivit&agrave; illecite da parte del pubblico ufficiale, che si risolvano in vantaggi del privato, &egrave; elemento del tutto estraneo e in contrasto con i caratteri della concussione. In questo caso &ndash; dicono ancora &#8211; la prevaricazione del pubblico funzionario &egrave; rivolta a coartare la volont&agrave; del privato, facendola piegare ai propri interessi, cosicch&eacute; questi, per poter conseguire quello cui ha diritto, &egrave; costretto a sottostare alle pretese di denaro o utilit&agrave;. L&rsquo;attivit&agrave; illecita del capo dell&rsquo;Ufficio Urbanistico Gigi Bossi, si risolve nel consentire ai privati di realizzare i progetti edilizi in contrasto con quanto previsto dalla normativa edilizia e di conseguire con ci&ograve; un vantaggio. Per la corte si innesta inevitabilmente un elemento di controprestazione che &egrave; esclusivo e tipico della corruzione.<\/p>\n<p><strong>I PRIVATI PARTE DEL SISTEMA &#8211;<\/strong> Nelle motivazioni si legge che &egrave; una costante l&rsquo;affermazione secondo la quale, in  tema  di  reati  contro  la Pubblica Amministrazione,<strong>  quando  il privato si inserisce in un sistema nel quale il mercanteggiamento dei pubblici  poteri  e la pratica della &quot;tangente&quot; sia  costante,<\/strong>  manca completamente  in lui lo stato di soggezione, approfittando   dei   meccanismi  criminosi  e  divenendo   anch&#8217;egli protagonista  del  sistema. Viene,  quindi,  a  mancare l&#8217;azione  di  prevaricazione, di sopruso  e  di  taglieggiamento  del pubblico ufficiale e tutto funziona come un meccanismo ben oliato e apparentemente normale.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;INTRECCIO &#8211;<\/strong> Secondo i giudici la mancata percezione di questa realt&agrave; giuridica &egrave; alla base dell&rsquo;impasse in cui si &egrave; trovata la pubblica accusa nel momento in cui non &egrave; riuscita a delineare in cosa fosse consistito e come si fosse articolato il meccanismo concussorio contestato.&nbsp;Le prove testimoniali assunte sono chiare e inequivoche e, una per tutte, citiamo quella di <strong>Gerolamo Malvestiti<\/strong>, amministratore di Finbor s.r.l.,  quando si rivolge a  Bossi per avere il nominativo di un professionista la ristrutturazione dell&rsquo;autosalone Toyota. Malvestiti &egrave; preciso, il suo referente principale &egrave; Bossi: &laquo;Io ho conosciuto l&#8217;architetto Bossi che mi ha presentato l&#8217;architetto Papa dicendo che lavorava con il suo studio e che condividevano determinate progettazioni. A quel punto il Pubblico Ministero chiede: condividevano col Bossi? Risposta: &laquo;col Bossi&raquo;. Per quanto riguarda Federica  Motta Malvestiti specifica: &laquo;Diciamo che la Federica Motta l&#8217;ho conosciuta dopo Bossi, insomma perch&eacute; lavorava con lui&rdquo;. Fu lui a presentarmela, indicandola come sua compagna e come affermata professionista di Gallarate&raquo;.<\/p>\n<p><strong>BOSSI-MOTTA &ndash;<\/strong>&nbsp;Ovvero <strong>amore e affari<\/strong>. Tra i due, infatti, si pu&ograve; parlare di mero &ldquo;conflitto di interessi&rdquo;&nbsp;fin quando si fosse mantenuto nel rapporto sentimentale che lega il dirigente del settore urbanistico con un architetto del posto. Su questo punto i giudici scrivono che &laquo;si sarebbe potuto convenire con le difese che hanno inteso limitare il tutto a un comportamento eticamente non corretto, poco elegante, ma non penalmente illecito&raquo;.&nbsp;Ma <strong>in realt&agrave;, il rapporto tra i due ha assunto una valenza molto pi&ugrave; pregnante, non limitato al semplice parere o consiglio dato da chi &egrave; pi&ugrave; esperto (Bossi)  al meno esperto (Motta)<\/strong>, ma &laquo;esteso ad un livello tale da far assumere a Bossi la veste di socio di fatto dello studio Motta. <strong>Un rapporto sociale in cui l&rsquo;elemento economico, determinato dai compensi percepiti  e percipiendi da Motta, era predominante<\/strong> e costituiva la ragione e il fondamento dell&rsquo;intervento di Bossi&raquo;.  E questo appare eviente in molti stralci di conversazioni telefoniche tra i due, riportati puntualmente nelle motivazioni, dove<strong> Bossi detta alla compagna parti intere di progettazioni, parla di soldi che lei deve avere da Papa o direttamente dai privati,<\/strong> specifica anche che su alcuni lavori <strong>&laquo;far&agrave; tutto Riccardo, tu incassi e basta&raquo;<\/strong>.&nbsp;In un caso il p.m. chiede ad un imprenditore: &laquo;Si ricorda gli incarichi per i quali vi era una coassegnazione con la Motta Federica per i quali lei ha prestato attivit&agrave;?&raquo; La risposta &egrave; no in questo come in diversi altri casi. I giudici, dunque convengono sull&#8217;assunto: &laquo;Se Motta viene mantenuta negli incarichi e Papa divide con lei i suoi compensi il motivo &egrave; soltanto uno: beneficiare economicamente l&rsquo;apporto di Bossi&raquo;.&nbsp;<\/p>\n<p><strong>LA POLITICA &#8211;<\/strong> I giudici motivano anche il perch&egrave; del dimezzamento della richiesta di danni da parte del Comune, costituitosi parte civile. <strong>Secondo i giudici &egrave; indubbio che le condotte  sottoposte a processo, come sono state ricostruite, hanno creato un  vulnus all&#8217;immagine dell&#8217;ente locale,<\/strong> lesione che ha una sua ricaduta anche sul  consiglio comunale.  La divulgazione della notizia della sua realizzazione sulla stampa nazionale e locale ha comportato un danno  all&#8217;immagine del comune di Gallarate. Ma la richiesta della difesa &egrave; stata dimezzata per una ragione che per la corte &egrave; evidente:&nbsp;&laquo;In realt&agrave;, nel caso del comune di Gallarate, la situazione non era cos&igrave; chiara e la distinzione tra organi politici e tecnici evanescente, se non assente.<strong>&nbsp;Le intercettazioni in atti danno conto dell&rsquo;esistenza di un reticolo di malaffare<\/strong>: l&rsquo;ufficio urbanistico &egrave; un consapevole e cosciente crogiolo di interessi vari, di natura spesso partitica.&nbsp;Nelle conversazioni tra Bossi e Papa, il sindaco &egrave; &ldquo;Nicola&rdquo;, l&rsquo;assessore all&rsquo;urbanistica &egrave; &ldquo;Massimo&rdquo;, il coordinatore provinciale del partito cui tutti fanno riferimento &egrave; &ldquo;Nino&rdquo; o &ldquo;il mullah&rdquo;. I contrasti partitici coinvolgono l&rsquo;organo tecnico di cui Bossi &egrave; a capo e non sono pochi gli interventi ispirati alla comune appartenenza&raquo;.<br type=\"_moz\" \/><br \/>\n<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www3.varesenews.it\/gallarate_malpensa\/tags.php?id=3530\" target=\"_blank\">Tutti gli articoli sul processo Lolita<\/a><br \/>\n<br type=\"_moz\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le motivazioni del processo a Gigi Bossi, Riccardo Papa e Federica Motta disegnano la realt\u00e0 gallaratese nel settore immobiliare negli anni tra il 2006 e il 2008 dove una coesistenza di interessi aveva permesso la creazione di un &#8220;sistema&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,3],"tags":[11960,812,1398],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v20.1 - 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