{"id":880200,"date":"2019-12-06T09:49:08","date_gmt":"2019-12-06T08:49:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.varesenews.it\/?p=880200"},"modified":"2019-12-06T09:49:08","modified_gmt":"2019-12-06T08:49:08","slug":"smart-cities-smart-villages-open-data-lugano-workshop-del-progetto-gioconda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.varesenews.it\/2019\/12\/smart-cities-smart-villages-open-data-lugano-workshop-del-progetto-gioconda\/880200\/","title":{"rendered":"Smart Cities, Smart Villages e Open data: a Lugano il workshop del progetto GIOCOnDa"},"content":{"rendered":"<p>Nella mattina di gioved\u00ec 28 novembre 2019 il Laboratorio cultura visiva, Dipartimento ambiente costruzioni e design della SUPSI (Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana) e il Lugano Living Lab L*3 della Citt\u00e0 di Lugano hanno promosso e organizzato, presso la sede di LAC Lugano Arte e Cultura,<strong> un workshop dedicato all\u2019utilizzo degli open data da parte delle pubbliche amministrazioni<\/strong>.<\/p>\n<p>Il workshop, svolto nell\u2019ambito del <strong>progetto Interreg Italia-Svizzera GIOCOnDa<\/strong>, ha presentato iniziative di gestione, integrazione, collaborazione e sviluppo della societ\u00e0 secondo una strategia territoriale.<\/p>\n<p>Il workshop Smart cities, smart villages e open data \u00e8 organizzato a seguito di una prima fase di analisi dei fabbisogni sull\u2019utilizzo dei dati aperti da parte di PA e Imprese italiane e ticinesi volte a identificare necessit\u00e0 e ostacoli esistenti su cui insistere in fase di progettazione di un\u2019applicazione integrata transfrontaliera.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo del workshop era quello di tracciare la linea che va dagli smart villages, un progetto capillare e che risponde a necessit\u00e0 concrete della popolazione ticinese che abita in piccoli comuni e valli del territorio, al concetto di <strong>smart cities e smart citizens<\/strong> e di come le pubbliche amministrazioni stanno promuovendo <strong>nuovi modelli di governance<\/strong> basati sulla gestione integrata di open data da parte di enti pubblici, cittadini, universit\u00e0 e imprese, aprendo la strada ad un territorio \u201claboratorio\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019incontro \u00e8 stato organizzato in tre sessioni. Una prima parte si \u00e8 focalizzata sul significato e le potenzialit\u00e0 degli open data all\u2019interno di una strategia di sviluppo territoriale.<\/p>\n<p><strong>Roman Rudel<\/strong>, direttore dell\u2019Istituto della sostenibilit\u00e0 applicata all\u2019ambiente costruito di SUPSI e delegato per la ricerca del Dipartimento ambiente costruzioni e design, ha aperto l\u2019evento presentando le diverse attivit\u00e0 dell\u2019istituto e annunciando che proprio in questi giorni<strong> SUPSI ha approvato un progetto di ricerca sul tema delle smart cities<\/strong>, che coinvolger\u00e0 in modo trasversale tre dipartimenti, per creare una piattaforma di dialogo con il territorio: \u201c\u00c8 un progetto di un anno durante il quale lavoriamo proprio a questa piattaforma sfruttando le competenze dei vari istituti per dare risposte a tuttotondo ai territori e creare una rete di collaborazione e sistema\u201d.<\/p>\n<p><strong>Monica Rush<\/strong>, ideatrice degli Smart Villages in Ticino, una piattaforma dove i cittadini del paese potessero scambiarsi oggetti utili, ha riportato le riflessioni fatte sulla scorta di questa esperienza: le distanze che le persone coprivano per effettuare questi scambi non erano giustificate dal valore materiale degli oggetti. L\u2019esigenza era invece quella di incontrarsi. Il vero valore dello smart village sta dunque nel riportare la comunicazione e lo scambio di informazione a livello capillare, in circostanze in cui c\u2019\u00e8 sovrabbondanza di informazione globale.<\/p>\n<p>\u00c8 intervenuta poi<strong> Serena Cangiano<\/strong>, coordinatore del Master of Advanced Studies in interaction design e responsabile del FabLab \u2013 il laboratorio di fabbricazione digitale \u2013 della SUPSI, sul tema dell\u2019openness e sugli impatti dei dati aperti, sottolineando come spesso tali impatti si ascrivono al settore pubblico quando, come provano diverse esperienze a livello globale, l\u2019apertura dei dati possa incidere molto sullo sviluppo del tessuto economico. Bench\u00e9 il potenziale impatto economico sia enorme, la cosa pi\u00f9 importante \u00e8 per\u00f2 quanto questo impatto sia diffuso. In breve, non si tratta del profitto di uno o pochi, ma di tutti: per esempio, se un Comune risparmia o risolve un problema, il guadagno \u00e8 di tutti. In modo simile, alla diffusione di dati aperti corrisponde a un empowerment della cittadinanza che non solo ha accesso a informazione completa e affidabile ma pu\u00f2 anche con-partecipare delle decisioni pubbliche: \u201cC\u2019\u00e8 un Leonardo in tutti noi, l\u2019architetto dei nostri spazi urbani e del nostro spazio pubblico non \u00e8 l\u2019ingegno di uno, ma il sapere collettivo che si forma e si sviluppa sulla base di informazione di qualit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>La seconda parte del workshop \u00e8 stata l\u2019occasione per presentare le <strong>esperienze di lavoro gi\u00e0 avviate all\u2019interno del panorama ticinese<\/strong>, che risultano essere dei propulsori di innovazione sociale, in grado di rispondere alle sfide e necessit\u00e0 sociali ed economiche che emergono dalle esigenze dei cittadini e dell&#8217;interconnessione tra mondo fisico e digitale.<\/p>\n<p><strong>Francesca Cellina<\/strong> \u00e8 stata ambasciatrice dell\u2019esperienza degli <strong>SmarterLabs<\/strong> (smarterlabs.eu), la rete europea di living labs cittadini. L\u2019intervento si \u00e8 aperto con l\u2019esperienza SmartxME della citt\u00e0 di Mendrisio che ha interpellato la propria cittadinanza per capire cosa i cittadini intendessero per citt\u00e0 smart e cosa volessero pi\u00f9 in generale dalla propria citt\u00e0. Questo dialogo si \u00e8 svolto con un processo partecipativo per la stesura del piano strategico che render\u00e0 Mendrisio smart. Cellina ha poi proseguito presentando il living lab di Bellinzona, \u201cBellidea\u201d, costruito grazie a un progetto europeo. Nell\u2019ambito di Bellidea l\u2019input dell\u2019amministrazione cittadina a creare una app per stimolare la mobilit\u00e0 virtuosa (green e pubblica) ha incontrato le preferenze dei cittadini riguardo ai contenuti operativi dell\u2019app stessa. Un altro risultato di un processo condiviso e partecipativo dei cittadini. Bellinzona per\u00f2 intende andare oltre: con questa app il Comune ha a disposizione moltissimi dati su come i cittadini si muovono, che sono gi\u00e0 serviti alla pianificazione delle politiche di mobilit\u00e0. Tuttavia, l\u2019intenzione \u00e8 di aprire questi dati a cittadini con una visualizzazione intuitiva dei risultati cos\u00ec da continuare il living lab per avere una discussione sulla cittadinanza anche sullo sviluppo del territorio tramite un dialogo collettivo e critico.<\/p>\n<p><strong>Enrico Gulfi e Elena Marchiori<\/strong> sono stati poi i portavoci di <strong>Lugano<\/strong>, una citt\u00e0 che in 10 anni ha triplicato il numero di abitanti e accresciuto di quasi 7 volte la superficie. Questa trasformazione \u00e8 stata una grande sfida per Lugano, ma anche l\u2019occasione per creare negli anni 2012-2013 un ufficio dedicato di statistica urbana che ha portato a migliorare il processo di decisione interno e il rapporto di fiducia e trasparenza con la cittadinanza. Questo processo di trasformazione \u00e8 proseguito fino al Lugano Living Lab L*3 nato da un protocollo di intesa tra la Citt\u00e0 di Lugano e l\u2019Universit\u00e0 della Svizzera Italiana firmato un anno fa e che \u00e8 un progetto in divenire, in linea con la strategia federale svizzera per la trasformazione digitale e l\u2019ampio contesto europeo della rete di smart cities. Nell\u2019ambito di questa iniziativa, si \u00e8 svolto a Lugano il 15-17 novembre scorsi lo USI Hackaton, in collaborazione con USI, che ha prodotto 20 nuovi progetti di data analysis track e coding track.<\/p>\n<p>\u201cSi tratta di progetti il cui design \u00e8 verticale, circoscritto, veloce \u2013 <strong>ha commentato Elena Marchiori<\/strong> \u2013 pensati per ambiti molto specifici\u201d e che hanno rivelato diverse sfide ancora da affrontare. Una prima sfida \u00e8 sensibilizzare anzitutto i data provider rispetto alle informazioni che vanno condivise, mentre spesso ci si focalizza prima sull\u2019utilizzatore. In secondo luogo, la preparazione della pubblicazione, per una gestione ottimale dei vincoli e delle opportunit\u00e0. Infine, un focus sul follow-up. \u201cIn quest\u2019ultimo ambito \u2013 ha concluso Marchiori \u2013 il living lab ha anche un ruolo di pilota e di test di, ad esempio, modalit\u00e0 di visualizzazione per l\u2019utenza e analisi predittive\u201d.<\/p>\n<p>Hanno seguito le voci ticinesi <strong>i partner del progetto GIOCOnDa<\/strong>, portando la prospettiva di <strong>Regione Lombardia<\/strong> e i risultati della fase progettuale di analisi dei fabbisogni. <strong>Ferdinando Germano Ferrari<\/strong> ha descritto gli strumenti e le azioni messe in campo da Regione Lombardia per il coinvolgimento degli Enti lombardi nella pubblicazione di open data. Gi\u00e0 nel 2012, la Regione ha scelto rendere disponibile gratuitamente la propria piattaforma open data (<strong><a href=\"http:\/\/www.dati.lombardia.it\">www.dati.lombardia.it<\/a><\/strong>) agli Enti locali che non potessero o non volessero sviluppare soluzioni in-house, governando e facilitando l\u2019esperienza open data di tutto il territorio La Regione ha poi disposto incentivi per quegli Enti locali che avessero deciso di \u201csalire a bordo\u201d e pubblicare tramite la piattaforma regionale. \u201cIl focus \u2013 ha sostenuto Ferrari \u2013 non dovrebbe essere sulla capacit\u00e0 delle amministrazioni di pubblicare in quantit\u00e0, ma di far s\u00ec che i dataset siano pubblicati secondo un tracciato standard condiviso che garantisca un altro livello di qualit\u00e0 e completezza delle informazioni, scaricati e dunque usati. \u00c8 importante su questo punto che ci sia un dialogo tra chi pubblica e gli utilizzatori, tra i quali \u00e8 importante diffondere la cultura dell\u2019uso del dato\u201d.<\/p>\n<p><strong>Giulio Fiamengo<\/strong> \u00e8 intervenuto per EasyGov che ha diffuso una survey ai Comuni lombardi per fotografare l\u2019offerta di dati aperti. \u201cI risultati rivelano con chiarezza gli effetti degli incentivi di Regione Lombardia per la pubblicazione sulla piattaforma regionale e l\u2019impatto dei requisiti indicati dalla regione. I dati pubblicati tramite la Regione sono sempre accompagnati da metadati e da ontologie, attenzioni che i Comuni spesso non hanno se pubblicano in maniera indipendente\u201d.<\/p>\n<p>Il workshop si \u00e8 concluso con una tavola rotonda moderata da <strong>Serena Cangiano<\/strong>, per discutere in modo concreto della disponibilit\u00e0 e utilit\u00e0 di diverse tipologie di dati, del loro riuso, e delle prospettive di un ulteriore sviluppo integrato e capillare di dati. Al tavolo tecnico hanno partecipato per il progetto GIOCOnDa Vanessa De Luca e Giovanni Profeta (LCV, DACD, SUPSI), Nadia Cadenazzi, Lorenzo Sommaruga e Riccardo Mazza (rappresentanti di SUPSI-ISIN il capofila svizzero del progetto), Sabrina Medaglia (Responsabile Ufficio Europa e Statistica, Provincia di Brescia) e Simona Zambelli (Provincia di Brescia).<\/p>\n<p>La realt\u00e0 ticinese \u00e8 inoltre stata rappresentata da <strong>Marco D&#8217;Ambros<\/strong> (USI, Facolt\u00e0 di Informatica), <strong>Silvia Gasparini<\/strong> (Responsabile della comunicazione dell&#8217;Ente turistico Lugano Region), <strong>Igor Sarman<\/strong> (ricercatore dell\u2019 Osservatorio del turismo, dell\u2019Istituto di Ricerche Economiche e dell\u2019Universit\u00e0 della Svizzera italiana), <strong>Roland Hochstrasser<\/strong> (responsabile del Sistema per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale del Cantone Ticino DECS), <strong>Riccardo Curtale<\/strong> (ricercatore dell\u2019O-tur), <strong>Marco d\u2019Ambros<\/strong> (docente della Facolt\u00e0 di informatica USI e organizzatore dell\u2019Hackaton), <strong>Anna Picco Schwendener<\/strong> (referente USI del Lugano Living Lab), <strong>Chicca Pancaldi<\/strong> (Amministratrice Smart Village Capriasca) e<strong> Gabriella Darin<\/strong> (Comune di Coldrerio).<\/p>\n<p>Tra i diversi input, i partecipanti hanno rilevato timore da parte sia delle amministrazioni pubbliche che delle imprese di fare errori (soprattutto relativi all\u2019anonimizzazione e al rispetto dei vincoli di privacy) nella fase di pubblicazione dei dati. Concordi sull\u2019importanza della misurazione dell\u2019uso dei dati, si sono poi interrogati su come incrementare l\u2019uso del dato, diffondendo consapevolezza tra gli utenti potenziali. In questo senso, le associazioni di categoria possono rappresentare gli attori chiave, sia come utilizzatori di dati al servizio del coordinamento delle attivit\u00e0 settoriali di loro competenza, sia come diffusori delle opportunit\u00e0 di pubblicazione che come prestatori del servizio di pubblicazione.<\/p>\n<p>Il workshop organizzato da <strong>Iolanda Pensa<\/strong> con <strong>Marta Pucciarelli <\/strong>(Laboratorio cultura visiva della SUPSI), in collaborazione con<strong> Elena Marchiori<\/strong>, (Coordinatrice della Comunicazione Digitale, Eventi e Congressi, della Citt\u00e0 di Lugano) ha contribuito GIOCOnDA &#8211; Gestione Integrata e Olistica del Ciclo di Vita degli Open Data, un progetto che ha l\u2019obiettivo di incentivare collaborazione, coordinamento e integrazione tra PA e stakeholder per rafforzare la governance transfrontaliera e dell&#8217;Area insubrica, in corso di realizzazione con il co-finanziamento dall\u2019Unione europea, Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, dallo Stato Italiano, dalla Confederazione elvetica e dai Cantoni nell\u2019ambito del Programma di Cooperazione Interreg V-A Italia-Svizzera.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019obiettivo del workshop era quello di tracciare la linea che va dagli smart villages, un progetto capillare e che risponde a necessit\u00e0 concrete della popolazione ticinese che abita in piccoli comuni e valli del territorio, al concetto di smart cities e smart citizens<\/p>\n","protected":false},"author":52,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8,9,25],"tags":[97658],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v20.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Smart Cities, Smart Villages e Open data: a Lugano il workshop del progetto GIOCOnDa<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"L\u2019obiettivo del 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