{"id":89254,"date":"2012-05-09T00:00:00","date_gmt":"2012-05-09T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2012-05-09T00:00:00","modified_gmt":"2012-05-09T00:00:00","slug":"industria-varesina-in-stallo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.varesenews.it\/2012\/05\/industria-varesina-in-stallo\/89254\/","title":{"rendered":"Industria varesina in stallo"},"content":{"rendered":"<p><strong>I primi mesi del 2012<\/strong> sono stati caratterizzati da una fase di stallo dei principali indicatori economici locali, seguita alla decelerazione che aveva segnato la chiusura del 2011. In estrema sintesi &egrave; questo il risultato dell&rsquo;indagine congiunturale sul primo trimestre dell&rsquo;anno svolta dall&rsquo;Ufficio Studi dell&rsquo;Unione degli Industriali della Provincia di Varese.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"220\" vspace=\"5\" hspace=\"5\" border=\"1\" align=\"left\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www3.varesenews.it\/immagini_articoli\/200812\/DSC_0416.JPG\" \/>SITUAZIONE GENERALE VARESINA &#8211;&nbsp;<\/strong>L&rsquo;inizio del 2012 &egrave; stato caratterizzato da una situazione di stagnazione, sebbene si rilevi una certa frammentazione dei risultati sulla base dei mercati di sbocco e dei prodotti delle imprese.&nbsp;<strong>Pesa negativamente<\/strong> sulle performance delle imprese varesine la <strong>contrazione<\/strong> registrata dai <strong>consumi<\/strong> e dagli <strong>investimenti<\/strong> <strong>interni<\/strong> al nostro paese e di gran parte dei paesi dell&rsquo;area euro, effetto delle manovre restrittive adottate per ridurre i debiti pubblici. <br \/>\nFanno, invece, da <strong>traino<\/strong> dell&rsquo;economia gli ordinativi esteri provenienti in particolare dai paesi <strong>emergenti<\/strong>, che hanno risentito della crisi solo marginalmente e registrano domande interne in continua crescita. E&rsquo; necessario in questa ottica incrementare ulteriormente gli sforzi per essere presenti in questi paesi con i propri prodotti e servizi in modo da compensare le perdite registrate sul mercato nazionale ed europeo.<\/p>\n<p><strong>LA<\/strong> <strong>PRODUZIONE &#8211;<\/strong>&nbsp;L&rsquo;andamento della produzione nel primo trimestre del 2012 riflette la situazione di stallo: la maggior parte delle imprese intervistate (64%) non ha rilevato variazioni nei livelli produttivi rispetto al trimestre precedente, il 18% ha dichiarato un incremento e il 18% un peggioramento. Le performance migliori sono state registrate dalle imprese che stanno orientando i loro prodotti verso <strong>nuovi mercati extra-europei<\/strong> o che operano in particolari nicchie produttive altamente tecnologiche. Per contro risultano in maggior sofferenza le produzioni destinate al mercato nazionale.<\/p>\n<p><strong>LE ASPETTATIVE &#8211;&nbsp;<\/strong>Di fronte alle incertezze e alle debolezze che caratterizzano i mercati le previsioni per i prossimi mesi si mantengono cautelativamente conservative: il <strong>77% delle imprese intervistate non prevede mutamenti <\/strong>nel breve periodo nella produzione, l&rsquo;8% attende una crescita dei livelli produttivi e il 15% una loro riduzione. Alcuni fattori esterni potrebbero mutare queste previsioni. In particolare un fattore di rischio &egrave; rappresentato dal rallentamento nel ritmo di crescita del commercio estero mondiale atteso per il 2012 (Prometeia ad aprile 2012 stima un incremento del 4,2% contro il 6,3% registrato nel 2011). Risulter&agrave; fondamentale la capacit&agrave; delle imprese varesine di rimanere competitive sui mercati esteri.<\/p>\n<p><strong>GLI ORDINI &#8211;&nbsp;<\/strong>La dinamica del portafoglio ordini rimane stabile e continua ad essere trainata dagli ordinativi esteri che fanno segnare un risultato migliore rispetto a quelli interni: il 32% delle imprese intervistate ha, infatti, dichiarato ancora una crescita degli ordini provenienti dai mercati esteri, mentre questa percentuale scende al 13% analizzando l&rsquo;andamento totale degli ordinativi, esito delle diverse dinamiche degli ordini interni ed esteri. <\/p>\n<p><strong>MERCATO DEL LAVORO&nbsp;<\/strong>&#8211; Il mercato del lavoro riflette gli andamenti dell&rsquo;economia. I fattori di rischio che pesano sulla crescita hanno ripercussioni anche sull&rsquo;occupazione come mostrano anche gli ultimi dati pubblicati dall&rsquo;Istat sull&rsquo;andamento della disoccupazione, che a livello locale ha raggiunto nel 2011 il 7,7%. <br \/>\nIl ricorso alla <strong>Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria <\/strong>(Cigo), che si era ridotto nel corso del 2011, &egrave; tornato a <strong>crescere<\/strong> nel primo trimestre del 2012. Sono state autorizzate <strong>4.675.557 <\/strong>ore di Cigo, in aumento del 34,6% rispetto ai primi tre mesi del 2011 e del 37,3% rispetto al trimestre precedente. A livello settoriale l&rsquo;incremento nel numero di ore autorizzate di Cigo non &egrave; generalizzato e si evidenziano delle differenze. La maggior parte delle ore di Cigo autorizzate (33%) &egrave; concentrata nel tessile-abbigliamento che ha registrato un incremento sia congiunturale che tendenziale; in crescita anche le ore autorizzate nel  settore gomma e materie plastiche che raccoglie il 32% del totale; sono, invece, in riduzione rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, ma in aumento rispetto al trimestre precedente, le ore di Cigo autorizzate nel settore metalmeccanico che pesano per il 32% sul totale; infine, sono in calo le ore nel chimico e farmaceutico che rappresentano il 2%.<br \/>\nAnalizzando l&rsquo;andamento degli altri ammortizzatori sociali, per il comparto industriale, si evidenzia, nel primo trimestre del 2012, un calo delle ore autorizzate di <strong>Cassa Integrazione Straordinaria<\/strong> (Cigs, -15,9% rispetto allo stesso periodo del 2011) e in <strong>deroga<\/strong> (-26,8%). Complessivamente (considerando Cigo, Cigs, deroga) sono state autorizzate 7.281.127ore, in aumento del 9,7% rispetto al primo trimestre del 2011.<\/p>\n<p><strong>IMPORT-EXPORT<\/strong>&#8211; Gli ultimi dati disponibili sul commercio estero varesino sono quelli relativi all&rsquo;intero anno 2011 e confermano una buona dinamicit&agrave; dei flussi commerciali internazionali. Il recupero della nostra economia fortemente internazionalizzata, infatti, &egrave; stato spinto nel corso del 2011 dalla ripresa di consumi e ordinativi esteri che continuano a rappresentare, come gi&agrave; ricordato, una componente fondamentale di traino delle performance varesine.<br \/>\n<strong>Nel 2011 le esportazioni varesine hanno raggiunto 9.314 milioni di euro<\/strong>, in aumento del 5,9% rispetto al 2010. In crescita anche <strong>l&rsquo;import<\/strong> (+16,8%), che ha raggiunto quota 6.458 milioni di euro. Queste dinamiche nei flussi commerciali hanno fatto s&igrave; che il <strong>saldo commerciale varesino continui a mantenersi positivo (+2.855 milioni di euro)<\/strong> ma in calo rispetto al 2010 (-12,5%). Varese continua a rimanere tra le prime province esportatrici in Italia. Lo conferma l&rsquo;elevato rapporto di copertura (export\/import) dell&rsquo;economia locale. Un indice che nel 2011 ha evidenziato, <strong>per ogni 100 euro importati, un export di 144 euro<\/strong>, ben pi&ugrave; della media nazionale (pari a 0,94, ovvero per ogni 100 euro importati un export di 94 euro).<\/p>\n<p>Guardando ai mercati di riferimento delle nostre esportazioni, acquistano sempre maggior rilevanza i paesi in via di sviluppo che diventano destinazioni cruciali nello scenario attuale, caratterizzato da consumi ed investimenti stabili o in calo nelle economie mature, e anche in un&rsquo;ottica di lungo periodo, dal momento che assorbiranno sempre maggiori quote di commercio internazionale, rappresentando nuove frontiere di crescita. Nel 2011 &egrave;, infatti, <strong>aumentato l&rsquo;export verso l&rsquo;Asia orientale<\/strong> (+39% rispetto al 2010) e centrale (+22%), <strong>l&rsquo;America centrale-meridionale<\/strong> (+22%) e verso la Russia (+20%). E&rsquo; rimasta, invece, stabile (+0,9%) la media delle esportazioni verso i paesi appartenenti all&rsquo;Unione Europea frutto di diverse dinamiche: in calo gli scambi con i paesi periferici pi&ugrave; colpiti dalla crisi (Grecia -27%, Portogallo -18%, Spagna -13%), stabile o in leggera riduzione l&rsquo;export verso i paesi core che sono in parte stati contagiati dalla crisi (Francia -3% e Regno Unito +0,3%), in crescita le esportazioni verso la Germania (+15,5%), unica economia dell&rsquo;area euro in ripresa, e verso alcuni paesi entrati recentemente nell&rsquo;Unione Europea (Romania +14,2%). <br \/>\nSotto l&rsquo;aspetto della dinamica, tutti i principali settori del tessuto imprenditoriale varesino hanno registrato una crescita delle flussi commerciali sia in entrata che in uscita rispetto al 2010.<br \/>\nNel metalmeccanico le esportazioni hanno registrato una crescita del 2,3%, a fronte di un ripresa pi&ugrave; sostenuta delle importazioni (+15,1%).<br \/>\nIn crescita anche le esportazioni (+6,8%) e le importazioni (+11,9%) del settore tessile-abbigliamento. <br \/>\nNel settore gomma e materie plastiche si &egrave; registrata una crescita delle esportazioni del +9,2% e delle importazioni del +14,0%. <br \/>\n<strong>Il settore chimico <\/strong>e farmaceutico ha registrato le variazioni pi&ugrave; marcate in termini di import con una crescita del +23,7% a fronte di un incremento dell&rsquo;export del 12,9%. <br \/>\n<strong><br \/>\nANDAMENTI SETTORIALI &#8211;&nbsp;<\/strong>Settore <strong>metalmeccanico<\/strong>. Nel primo trimestre del 2012 si evidenzia una situazione di stallo congiunturale al&rsquo;interno del settore metalmeccanico. Sotto il profilo produttivo la maggioranza delle imprese intervistate (87%) ha segnalato una stagnazione della produzione sul livello del trimestre precedente, il 4% una contrazione e il 9% un incremento. Segnano una miglior tenuta dei livelli produttivi le imprese orientate ai mercati emergenti o che operano in nicchie altamente tecnologiche.<br \/>\nSono orientate alla stabilit&agrave; anche le aspettative a breve con il 97% delle imprese analizzate che prevede una continuit&agrave; nei livelli produttivi. <\/p>\n<p>Settore <strong>tessile-abbigliamento.<\/strong> All&rsquo;interno del settore tessile-abbigliamento si rileva un rallentamento congiunturale. Sotto il profilo produttivo, infatti, la maggior parte delle imprese intervistate ha dichiarato un peggioramento (55%) o non ha registrato variazioni rispetto al trimestre precedente (40%). <br \/>\nAnche le aspettative a breve mantengono un andamento prudenziale con il 59% delle imprese che hanno partecipato all&rsquo;indagine che si attendono una stabilit&agrave; nei livelli produttivi e il 38% un peggioramento. <br \/>\n<strong>Settore chimico e farmaceutico<\/strong>. La congiuntura, dopo alcuni mesi di rallentamento, &egrave; in evoluzione positiva. Dal punto di vista produttivo nel primo trimestre 2012 la maggior parte degli imprenditori intervistati ha, infatti, dichiarato un incremento nei livelli produttivi rispetto al trimestre precedente. <br \/>\nDiversificate invece le aspettative a breve con il 59% delle imprese del campione che prevede il mantenimento degli attuali livelli produttivi, a fronte del 41% che non si aspetta variazioni.<br \/>\n<strong>Settore gomma e materie plastiche<\/strong>. Nel primo trimestre del 2012 l&rsquo;andamento congiunturale &egrave; orientato alla stabilit&agrave;: il 73% delle imprese del campione ha registrato livelli produttivi in linea con il trimestre scorso, il 19% in crescita e l&rsquo;8% in riduzione. <br \/>\nAnche il profilo delle aspettative a breve &egrave; orientato alla stabilit&agrave; con il 68% delle imprese intervistate che prevede un mantenimento della situazione attuale anche nel prossimo trimestre.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p> I risultati dell\u2019Indagine Congiunturale sul primo trimestre 2012  dell\u2019Ufficio Studi dell\u2019Unione Industriali. Tengono le imprese pi\u00f9 orientate ai mercati esteri. 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