“I deportati nei campi, gente come noi”
Una mattinata dedicata a numerosi interventi per celebrare il "Giorno della Memoria". Cariche di significato le parole che il Prefetto ha rivolto agli studenti degli istituti superiori di tutta la Provincia
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«Non possiamo dimenticare una pianificazione scientifica per lo sterminio e la deportazione di un intero popolo. Nei campi di concentramento hanno trovato la morte milioni di persone: erano gente come noi». Un intervento breve ma ricco di significati, quello pronunciato stamani a Villa Recalcati dal Prefetto di Varese, Guido Nardone, in occasione della "Giornata della Memoria", l’incontro che in tutta la Repubblica serve ai cittadini per non dimenticare la Shoha, il genocidio del popolo Ebraico e la sorte di tutti coloro i quali persero la vita nei campi di sterminio nazisti. Sul palco della sala, gremita di giovani provenienti da diversi istituti superiori della Provincia, erano presenti anche il Provveditore agli studi di Varese Antonio Lupacchino e l’assessore alla Cultura Giuseppe Armocida, entrambi intervenuti nel corso della mattinata. L’espulsione di studenti e insegnanti ebrei dalle scuole, la delazione di chi era interessato al posto pubblico ricoperto da un semita o l’abuso della scienza sulla verità mediante l’imposizione del concetto di "pura razza italiana", sono stati i temi magistralmente condotti dallo storico che ha reso l’esposizione appetibile alla platea ricca di giovani. Al termine della manifestazione è stato inoltre presentato un lavoro prodotto dagli studenti dell’istituto Zappa di Saronno. |
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