Greco choc: “Forza Italia mi sacrifica sull’altare della Coop”

Salta il consiglio. Il sindaco, infuriato, addita il segretario di FI Caianiello: ha dato ordine di eliminarmi perché non voglio la Coop sulla 336

Notte dei lunghi coltelli dentro Forza Italia. Il sindaco denuncia una congiura contro di lui, ordita dalla segreteria cittadina che fa capo alla corrente di Massimo Buscemi, per avere la sua testa. Il motivo sarebbe l’opposizione di Greco alla costruzione di un centro commerciale sui terreni della superstrada 336 per Malpensa. Lo sfogo arriva dopo un consiglio comunale che salta per l’incapacità della maggioranza di garantire il numero legale.

"Il commissario cittadino Nino Caianiello, anche in qualità di responsabile provinciale degli enti locali di Forza Italia, ha dato ordine di far cadere la giunta prima del 24 febbraio – accusa Greco – termine ultimo per evitare il commissariamento e votare in primavera". Motivo? "Il motivo é, ancora una volta, la 336: io ho dubbi e perplessità sulla costruzione dell’Iper Coop, mentre questa é ritenuta da qualcuno un dogma".

Scoppia così l’ultima bomba all’interno della maggioranza, lanciata questa volta dal sindaco che fino ad oggi aveva retto, pur vacillando, alle tensioni create dalla sfiducia sotterranea che una parte del suo partito (Nino Caianiello, Massimo Buscemi) nutre nei suoi confronti almeno dall’estate del 1999; quando Caianiello e Buscemi abbandonarono, rispettivamente, l’assessorato ai servizi sociali e il consiglio comunale, dopo un duro scontro con lo stesso Greco.

Ma il sindaco, questa volta, è andato oltre. E ha dato in pasto ai cronisti, in una conferenza stampa improvvisata nella sala giunta di Palazzo Borghi, la sua parte di verità, sviscerando una realtà che rivelerebbe una congiura di palazzo, volta a dare il benservito a una giunta che non chinerebbe il capo facilmente di fronte ai diktat delle segreterie.

Il teorema di Greco é questo. "Nel week-end ci sono state una serie di consultazioni con lo scopo di far cadere la giunta. I vertici di Forza Italia e Alleanza Nazionale, anche a livello regionale, hanno discusso una strategia ai miei danni. Stanno cercando di convincere i consiglieri della Lega a dimettersi. Poi anche quelli di Forza Italia, per solidarietà con il futuro alleato, si dimetterebbero. Stanno cercando un pretesto. Hanno fatto mancare il numero legale per creare un clima di confusione che giustifichi un giudizio negativo verso questa giunta, ma io non ci sto".

L’antefatto va in scena con l’annullamento della seduta. Alla maggioranza mancano almeno cinque consiglieri. Le due convocazioni del presidente Borgo danno esito negativo: niente numero legale. Greco sbotta, non nasconde l’amarezza e dà vita alla conferenza stampa.

Greco usa espressioni molto forti. Parla di "inganni", "trappole" e "atteggiamenti vigliacchi". Difende il suo operato. Ricorda che la giunta ha risolto molti problemi, che ha fatto anche errori, ma tutti in buona fede. "Io ho la coscienza a posto, ho lavorato per l’interesse della città. Per questo ho espresso dubbi sull’opportunità dell’Iper Coop. Ma evidentemente su questo non si può discutere. E quindi vado eliminato. Allora, se vogliono, mi mandino pure a casa, ma si sappia che il motivo é questo".

Sulla teoria della congiura gli altri gruppi di maggioranza non parlano. Alleanza Nazionale non fa nessuna dichiarazione. I Socialisti si dichiarano all’oscuro di tutto. In serata anche la Lega smentisce che vi siano accordi sottobanco. Greco rimane, infuriato, contornato da consiglieri di maggioranza e opposizione attoniti. La crisi é ufficialmente aperta. Cosa é accaduto davvero nelle 36 ore precedenti il consiglio comunale? "36 ore in cui é successo di tutto" ha accusato Greco. Che sindaco e i vertici cittadini di Forza Italia fossero separati in casa era cosa nota. Bisognerà ora vedere come reagirà la maggioranza. "Io non mi dimetto – ha dichiarato, come un fiume in piena, il sindaco – se vogliono mandarmi via deve essere il consiglio a sfiduciarmi".

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Pubblicato il 13 Febbraio 2001
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