Porta a porta la raccolta dell’umido

Da gennaio procede a pieno regime la raccolta della frazione umida e secca a domicilio

Tre mesi di sperimentazione l’estate scorsa nelle frazioni, a partire da Corgeno e poi da ottobre a dicembre nell’intero comune di Vergiate. E da gennaio la raccolta della frazione di rifiuti umida e secca a domicilio procede a pieno regime. Niente più sacchi neri, ma solo trasparenti e soprattutto uno speciale contenitore marrone fornito dal comune per gli scarti da cucina e il materiale biodegradabile. "Si perché per essere completa la raccolta differenziata – ha spiegato l’assessore all’ambiente Miranda Baratelli Ostini – deve raccogliere anche la frazione umida e Vergiate è stata la prima nella convenzione a partire con questa raccolta".

Con l’adozione del nuovo sistema, diversi sono stati gli effetti collaterali. "Il sacco nero è stato progressivamente abbandonato e questo ha avuto conseguenze innanzitutto sul comportamento degli utenti, sulle loro abitudini  e acquisti, l’esempio classico è quello del sacchetto e ovviamente oltre agli effetti sui comportamenti, ci sono anche quelli economici". I nuovi quantitativi raccolti infatti apriranno nuove possibilità al comune. Come quella di portare a smaltire i rifiuti fuori dalla Provincia: Novara, Brescia o Lodi. E questo almeno fino a quando non entreranno in funzione gli impianti di compostaggio nel varesotto. Primo fra tutti quello di Cittiglio. "Partiremo inizialmente – ha detto ancora l’assessore Baratelli – con quantitativi minori, ma l’auspicio è che la medesima esperienza si estenda ai comuni della convenzione".

Vergiate infatti fa da trainer nella convenzione intercomunale che da quest’anno è arrivata a comprendere ventuno comuni. Questa forma consortile ha permesso di mettere in comune tutti i servizi, di raccogliere i dati omogeneamente su un intero bacino di utenza e di individuare e progettare servizi futuri e i vantaggi sono anche sulle spese. La valutazione di questi dati serve per prevedere e stabilire i costi dei servizi, anche se poi ogni comune decide autonomamente la sua Tarsu. E la tassa sui rifiuti vergiatese se confrontata a quella dei comuni limitrofi è certamente la più bassa. Lit. 1540 al mq per le abitazioni. Ma per gli abitanti di Vergiate, con alle spalle il passato della discarica, anche questa tariffa ha rappresentato un boccone un po’ amaro da mandare giù.

"Il problema di Vergiate – ha infatti spiegato l’assessore –  è che negli anni scorsi c’era la discarica, il che implicava spese contenute, poi dal 1995 sono aumentati anche i costi, prima il sacco nero si pagava 150 al chilo, ora si parla di 250 lire al chilo, in cui pesano il 20/30 per cento dell’ecotassa regionale, il costo del servizio e l’iva; il servizio così è stato  potenziato, anche se la raccolta porta a porta non è completa". Quest’ultima infatti si realizza solo per la frazione umida, due volte alla settimana e una volta per quella secca. Oltre ad abbassare i costi "abitua ed educa i cittadini, a cui chiediamo di portare i rifiuti direttamentamente nella piattaforma centralizza di via S.ta Eurosia e alle ecoisole presenti nelle frazioni".

La raccolta dell’umido e della frazione secca rappresenta la realizzazione della prima fase del piano dei rifiuti vergiatesi. La seconda parte del progetto è in via di attuazione e, sebbene non prevista dal piano provinciale dei rifiuti, riguarderà la selezione manuale della frazione secca nell’impianto – costituito da un nastro trasportatore-  che sarà allestito a Corgeno in giugno. Che permetterà di ottimizzare i trasporti dei rifiuti: partiranno infatti carichi ultradifferenziati e ben compattati. Che a detta dell’assessore Baratelli non guasta neppure dal punto di vista ambientale perché "si immettono sul mercato non miscellanee di rifiuti, ma veri combustibili".

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Pubblicato il 13 Febbraio 2001
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