| Un incendio dalle cause ancora misteriose è divampato ieri, pomeriggio di Pasqua, all’esterno del cementificio di Merone a Ternate, fabbrica da tempo al centro di polemiche per questioni di natura ambientale. A prendere fuoco sono stati alcuni contenitori che custodivano scarti di lavorazione della gomma. I vigili del fuoco di Varese hanno ricevuto la prima chiamata di intervento pochi minuti dopo le 17: l’alta infiammabilità del materiali li ha tenuti impegnati per circa tre ore fino alle 20 di sera. L’incendio è stato in breve circoscritto ma è stato necessario lavorare a lungo per rimuovere tutto il materiale andato distrutto e per mettere in sicurezza lo stabilimento: occorreva scongiurare il rischio che focolai nascosti riprendessero vigore rimettendo in moto l’incendio. Vigili del fuoco e carabinieri per il momento non si sbilanciano sulle cause dell’episodio ma pare da escludere al momento l’incidente o l’autocombustione. Il fuoco potrebbe essere stato appiccato come puro atto di vandalismo oppure essere il frutto di una azione dolosa. Oggi lo stabilimento era ancora chiuso, al centralino del cementificio di Merone nessuna risposta: già da domani potranno essere chiariti con maggiore nitidezza i contorni dell’episodio. I danni dal punto di vista economico sono stati limitati, le strutture e gli impianti non sono stati compromessi. Come è noto il cementificio di Merone situato sulla superstrada ai confini dei comuni di Ternate e Comabbio è al centro di una vivace polemica da quando l’azienda ha manifestato l’intenzione di utilizzare per alimentare i suoi impianti non solo combustibili tradizionali (ad esempio il gasolio) ma anche materiali alternativi come scarti di altre lavorazioni industriali. Si sono subito costituiti comitati spontanei di cittadini preoccupati per le conseguenze sulla salute pubblica e si sono già tenute riunioni molto animate sull’argomento. |
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