L’aurora polare infiamma i cieli della Provincia
Sabato 31 marzo il fenomeno astronomico ha sorpreso le moltissime persone presenti all'osservatorio Schiappparelli
Per la terza volta in meno di un anno l’aurora polare, fenomeno tradizionalmente legato ai freddi cieli del nord, ha fatto la sua comparsa alle nostre latitudini. Sabato 31 marzo alle ore 21.45, all’osservatorio astronomico G.V.Schiaparelli di Campo dei Fiori era in pieno svolgimento una normale serata osservativa aperta al pubblico. La terrazza era gremita di grandi e piccini mentre un nutrito gruppo di esperti di astronomia della Schiaparelli illustrava agli ospiti le meraviglie del cielo notturno tramite i telescopi montati all’aperto. L’aria era fresca e immobile. Le stelle brillavano in cielo, nella notte che si era appena distes. D’un tratto un urlo si eleva sopra la piccola folla: "L’Aurora polare!" A nord, oltre le luci che dalla Valle Travaglia sfociano a Luino, sul Lago, oltre i monti innevati del confine elvetico ecco un chiarore rosato si accende lentamente per poi estendersi da NordNordEst a NordOvest, per oltre 90 gradi lungo l’orizzonte e circa 20 gradi in altezza. Il chiarore rosato pulsa, si accende di bagliori quasi d’incendio, si affievolisce, poi, quasi sul finire, si tinge di striature verticali più chiare. Trenta minuti dopo il chiarore rosato scompare, lentamente come si era manifestato.
La notte ritorna scura e immobile sulla terrazza, dove occhi increduli hanno appena assistito ad un arcano fenomeno della natura, per altro ancora poco spiegato nei suoi intimi dettagli scientifici. Lo spettacolo che da mesi anima le notti polari, australi e boreali, ha disteso le sue dita iridescenti fino ai limiti della Pianura Padana. La bella foto che pubblichiamo si deve a Giorgio Dalla Via, attento osservatore del Gruppo Astronomico che ha colto le fasi salienti dell’evento.
Il fenomeno, anche se ampiamente previsto e annunciato, rimane un evento raro per le nostre latitudini ed è associato all’ intensa attività del nostro astro, il Sole, che nei giorni scorsi aveva manifestato una gigantesca "macchia" nella quale il nostro pianeta potrebbe essere contenuto 14 volte. Questa enorme formazione ha riversato nello spazio e quindi anche verso il nostro pianeta, un imponente flusso di particelle che, a contatto con gli strati più alti dell’atmosfera, hanno dato luogo ad una sorta di luminescenza che ha avvolto le zone polari, portandosi, insolitamente anche a latitudini basse.
Tale fenomeno è associato al massimo dell’attività solare, (che avviene ogni 11 anni) che si è verificato, per l’appunto, nello scorso mese di Luglio. Già nella notte fra il 6 e il 7 aprile 2000 un’aurora polare ha infiammato i cieli di Varese, e allora le straordinarie immagini furono immortalate dal prof. Furia dalla sede di Varese. Allora centinaia di persone furono testimoni dell’evento poiché il rossore cupo raggiunse il culmine della volta celeste. Anche il 15 luglio 2000 fu osservata per pochi minuti un’aurora alle nostre latitudini, ma la visione fu subito celata dalla nubi. Un socio dell’Osservatorio varesino, Andrea Aletti riuscì a immortalare il fenomeno da Macugnaga, tra una nube e l’altra.
L’evento di sabato notte non è stato segnalato all’Osservatorio da nessuno, forse perché il chiarore rossastro ha raggiunto pochi gradi sull’orizzonte varesino e quindi dalle città in pianura, assediate dall’inquinamento luminoso, non si è reso visibile.
Tuttavia l’attività solare, pur in fase decrescente, è ancora elevata e sono da attendersi altre poderose macchie solari.
Occhi aperti, quindi, lo spettacolo potrebbe verificarsi ancora. Particolari e approfondimenti nel sito internet: http://www.astrogeo.va.it/astronom/astronom.htm.
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