Leopoldo Giampaolo, un ricordo scolpito
Il 21 aprile alle 12 presso la Biblioteca Civica di via Sacco sarà scoperto il busto commemorativo di Leopoldo Giampaolo
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Leopoldo Giampaolo, esimio professore nonché direttore per oltre vent’anni della biblioteca civica e apprezzato studioso di storia locale, è scomparso da tempo, ma il suo ricordo rimarrà scolpito nel busto commemorativo realizzato dallo scultore Pablo Carnevale. L’opera sarà collocata all’interno della Biblioteca Civica di Varese, in via Sacco, sabato 20 aprile. Questa iniziativa è stata promossa dall’assessorato alla Cultura e ha trovato nell’associazione "Brutium Magna Graecia" il solido appoggio del suo presidente Antonio Nicolazzi. Ma in realtà chi fu Leopoldo Giampaolo? Cosa fece? Nato a Maccagno Superiore nel lontano 5 Settembre 1909, conseguì il diploma magistrale nel 1926, si laureò in Filosofia e Pedagogia nel 1942 all’Università di Torino. Dal 1950 al 1970 gli venne affidato l’incarico di dirigere la biblioteca civica, dal 1953 fino alla sua morte, divenne anche direttore della Società Storica e della rivista curandone anche la pubblicazione. Il suo hobby principale fu la pittura che lo spinse a disegnare i suoi paesaggi preferiti quali Varese, il Lago Maggiore e il Verbano. Pubblicò fonti importanti di storia locale, si preoccupò di curare edizioni delle cronache di Giulio Tatto e di Vincenzo Marliani, trascrisse il diario di Giuseppe Bolchini, pubblicò il testo dell’inchiesta De Battisti sull’economia. Nel 1950 uscì "La prima campagna di Garibaldi in Italia (da Luino a Morazzone) e gli avvenimenti militari e politici nel Varesotto del 1848 e 1849", un volume narrante i fatti storici supportati da una documentazione appropriata. Dopo quella data pubblicò anche numerose tavole cartografiche varesine, analizzò la realtà della società varesina della seconda metà dell’Ottocento, si occupò della storia del giornalismo varesino e delle elezioni politiche in Varese fino alla prima guerra mondiale. Effettuò lavori di ricerca sulle vicende politiche e militari dell’epoca risorgimentale; scrisse numerosi articoli sul Battistero di San Giovanni, sulla chiesa di San Cassiano, sulla villa Baroggi. Scrisse anche il volume "La provincia di Varese nei suoi aspetti geografici, storici, artistici", una descrizione storica e geografica di tutto il territorio. Purtroppo una grave malattia, nel 1971, lo indusse a dimettersi dall’incarico di Direttore ma non interruppe la sua attività di scrittore. Il suo ultimo volume venne pubblicato nell’ottobre 1983, proprio un mese prima della sua morte. |
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