Nardi spa: 35 dipendenti in mobilità
I sindacati continuano a lottare per evitare la drastica soluzione: il due maggio confronto in azienda
Prosegue il confronto dei sindacati con la Nardi Spa: per la FILLEA-CGIL, FILCA-CISL e la RSU della NARDI ITALIA la decisione di aprire la procedura di mobilità per 35 dei loro dipendenti non è una soluzione ai problemi dell’azienda. In origine il personale da mettere in mobilità era costituito da 45 unità, ma varie dimissioni hanno portato il numero a 35: 31 operai e 4 impiegati su un organico dichiarato di 91 unità (55 operai, 7 equiparati, 27 impiegati e 2 dirigenti).
"La trattativa sui problemi occupazionali deve svilupparsi contestualmente alla trattativa per il rilancio dell’unità produttiva" dichiarano FILLEA-CGIL, FILCA-CISL e la RSU: "si ritiene indispensabile per l’apertura del confronto l’acquisizione di impegni certi e di garanzie sulle prospettive produttive e sulla qualità dell’occupazione: i numeri comunicati dall’azienda a nostro avviso non corrispondono alle reali condizioni produttive, quindi devono essere verificati alla luce dei reali problemi presenti nei reparti".
Secondo i sindacati "la verifica dovrà chiarire il rapporto fra la richiesta di collocazione in mobilità dei lavoratori operai in rapporto ai carichi di lavoro e al mantenimento di una struttura produttiva adeguata al rilancio dell’azienda". Si svolgerà infatti mercoledì 2 maggio un confronto in azienda per "l’acquisizione di impegni certi e garanzie su: utilizzo di ammortizzatori sociali quali la cassa integrazione straordinaria; la mobilità da posto di lavoro a posto di lavoro; interventi per la ricollocazione e riqualificazione professionale esterna; mobilità incentivata".
Inoltre, FILLEA-CGIL, FILCA-CISL e la RSU chiederanno inoltre un coinvolgimento diretto del Comune: "auspichiamo che venga imboccata la strada giusta per una soluzione della vertenza. Se si pensa di poter scaricare sui lavoratori le responsabilità della proprietà, si deve sapere che questo determinerà un forte conflitto e noi non rinunceremo a rappresentare gli interessi dei lavoratori in tutte le forme possibili".
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