Uccisero una prostituta. Polemiche sulla sentenza
Due anni di comunità per Samson, il 16enne che accoltellò Mares Pores per rubarle i soldi. Ma chi lavora con gli immigrati contesta la decisione
| Accoltellarono una prostituta di colore, sconteranno la pena con due anni di lavoro in una comunità minorile, l’esecutore materiale del delitto, e in attività di volontariato, il complice. L’omicidio di Lonate Ceppino finisce così, con una sentenza emessa ieri dal tribunale dei minori di Milano che ha già suscitato commenti e reazioni. Samson e Davide, 16 e 17 anni, due ragazzi qualunque, una vita tra la scuola, il calcio e il bar di Lonate Ceppino. Quando i carabinieri di Varese li prelevarono, nella piazza del paese, il 25 agosto 2000, stavano giocando ai videogiochi. Forse non sapevano quello che facevano, forse non l’hanno mai capito. Sta di fatto che i giudici hanno optato per una sentenza soft. Una decisione che Flavio Nossa, responsabile delle politiche sull’immigrazione della Cgil di Varese commenta così. "E’ sconcertante. In questo modo si legittima il messaggio che uccidere una prostituta di colore non é così grave. Mi chiedo se la sentenza sarebbe stata la stessa nel caso in cui un immigrato avesse ucciso un italiano". Il tribunale, per la precisione, ha sospeso il giudizio, affidando ai prossimi due anni di attività sociale la valutazione sulla condotta dei due ragazzini. Ragazzini, già, niente di più. Adolescenti che andarono, quel pomeriggio, fino alla fabbrica fuori dalla quale Mares Pores si prostituiva. Pedalando con una bicicletta, uno di loro seduto sulla canna, in mezzo alle stradine di campagna. Samson scese, le chiese un rapporto sessuale, e per rubarle il marsupio con i soldi le sferrò una coltellata sul fianco. Ma in quel marsupio non c’era una lira, solo rossetti e preservativi. Un delitto inutile, inutile e sconcertante per come si possa morire senza motivo. Il giorno dopo l’arresto, il padre di Samson, non aveva pace. Immigrato, fuggito dall’Eritrea a causa della guerra, aveva trovato a Lonate Ceppino una dignità con il lavoro. Le coincidenze a volte sono feroci, l’omicidio avvenne dietro le mura di quella stessa fabbrica in cui il padre di Samson lavorava. "Chi lo sa che cosa gli é passato per la testa a quei due – ripetevano i ragazzi del paese fuori dai bar – sono piccoli, non girano con noi". E poi il disarmo nelle facce dei carabinieri che spiegavano alla stampa i particolari: il coltellino, la bicicletta, l’inconsapevolezza elevata a gesto criminale. E di consapevolezza parla proprio Roberta Bettoni, operatrice sociale della cooperativa Lotta contro l’emarginazione, organizzazione che si occupa di minori e di recupero di prostitute. "La sentenza mi lascia dei dubbi. Mi chiedo come si possa operare per far rendere conto a un ragazzo come questo di quello che ha fatto. Non credo che basteranno due anni di comunità, ci vorrebbe un percorso più complesso. E’ evidente comunque che un problema legato agli adolescenti sia esploso. Quanto al fatto che la vittima fosse una prostituta di colore, rimane il rischio che si sia creata una distinzione tra vittime di ‘serie a’ e vittime di ‘serie b’". Il giorno dei funerali, a Lonate Ceppino, c’erano anche i parenti di Mares Pores. Una cerimonia dura e toccante. A loro pensa oggi Flavio Nossa. "Come mi sentirei se gli assassini di mio figlio fossero condannati a due anni di servizi sociali? Credo molto male". |
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