Arriva l’ambrosia, allarme allergie
In un comunicato da parte dell'assessorato all'ecologia l'informativa sui rischi del temuto polline
| Riceviamo e pubblichiamo
Anche quest’anno nei mesi estivi si ripropone l’emergenza delle sindromi allergiche causate dai pollini delle piante, primi tra tutti quelli dell’ambrosia. L’ambrosia è una pianta erbacea stagionale che nasce, si riproduce e muore in tarda estate. Ha un fusto più o meno peloso, di colore rosso nella forma adulta, molto ramificato nella parte superiore, che può raggiungere il metro d’altezza. le foglie sono frastagliate e pelose, i fiori gialli, piccoli, raggruppati in fiorescenze terminali a forma di spighe. Botanicamente appartiene alla famiglia delle Composite. Caratteristica peculiare di questa pianta, originaria dell’America settentrionale e giunta in Europa solo all’inizio del secolo, è d’essere molto invadente, crescere nelle aree urbane degradate e nei cantieri aperti da lungo tempo, in aree agricole semi abbandonate e incolte, lungo i fossi e i cigli stradali, in luoghi ruderali, lungo i terrapieni e le massicciate ferroviarie. Tra gli inizi d’agosto e la fine di settembre nelle nostre zone, i pollini dell’ambrosia, in circa il 7% della popolazione, causano sintomi nasali (starnuti e prurito), oculari (lacrimazione e prurito) e respiratori (tosse e asma). Sintomi tutt’altro che piacevoli che possono sopraggiungere a qualsiasi età e sorprendere all’improvviso anche persone mai state allergiche. L’arma a nostra disposizione per per cercare di arginare il problema è di impedire che la pianta raggiunga la fase di pollinazione all’inizio di agosto. Anche quest’anno l’Amministrazione Comunale ha in anticipo predisposto un piano di intervento che è frutto di due anni di mappatura di crescita nei campi, sui cigli delle strade e nei parchi dell’ambrosia. Nel primo anno sono stati mappati 172.000 mq. Nel secondo si è passati a 320.000 mq. A fronte di tale crescita sono state stanziate anche le conseguenti risorse finanziarie, passando da 60 milioni a 120 milioni per il 2001. Quest’anno il fenomeno viene viene gestito in forma sinergica dagli uffici ecologia, verde pubblico e protezione civile. Per affrontare l’emergenza, da 15 gg è già partito il primo sfalcio nelle aree di pertinenza comunale in modo da ridimensionare subito il problema. L’assessore all’ecologia del comune di Busto Arsizio – Mario Rossini – |
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