Spiagge ballerine nel 2003 non saranno più controllate
Sono state dichiarate temporaneamente balneabili le spiagge del lido di Lisanza e del Circolo sestese, ma il divieto potrebbe ritornare già fra qualche settimana
Bocciate dalla Regione le spiagge del Lido di Lisanza e del Circolo sestese passano la prova dei monitoraggi di aprile condotti dall’Asl. Pertanto è possibile come è previsto dal decreto regionale "revocare l’eventuale ordinanza di divieto di balneazione" è quanto si legge nella comunicazione del Dipartimento di prevenzione dell’Asl al comune interessato. E l’ordinanza di revoca è già pronta, anche se formalmente manca la firma del sindaco Roberto Caielli. Ma questa sembra proprio una possibilità che l’amministrazione sestese intende sfruttare. Anche se per poco tempo. Come confermano dall’Asl la balneabilità è infatti solo temporanea. E se la tendenza al peggioramento che si riscontra generalmente nei mesi estivi è confermata, già i prossimi rilievi delle campagna di monitoraggio potrebbero dare esiti spiacevoli. E allora via con una nuova ordinanza che vieta i bagni. Non sono le uniche spiagge e gli unici lidi che ballano per l’intera stagione fra la balneabilità e non. Come spiega Gianfranco Bertani del dipartimento di prevenzione, dopo l’emissione del decreto regionale che vale come indicazione di massima per l’intera stagione, esiste la possibilità che anche temporaneamente alcune località possano ritornare pulite. A definirlo sono le campagne di monitoraggio che da aprile a settembre diventano molto intense. La legge stabilisce dei rilevamenti ogni 15 giorni, l’Asl ne compie tre al mese, fra supplettivi e routinari. Basta veramente poco, un capionamento routinario su tre, a far ritornare non balneabili le spiagge. Non si meraviglino quindi i sestesi se fra qualche settimana riapparirà nuovamente il divieto. Ma il problema delle spiagge "ballerine" fra due anni non ci sarà più. "Nel 2003 le spiagge che per due anni sono state dichiarate non balneabili dalla regione, non saranno più soggette ai campionamenti, ma entreranno a far parte direttamente delle opere di bonifica che devono condurre i comuni o i consorzi" spiega Bertani. A stabilirlo è il recepimento delle norme comunitarie definito dalla legge del dicembre del 2000, entrata in vigore quest’anno.
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