Vanno in albergo gli asilanti sfrattati

La Caritas darà un contributo per la retta. Si cercano appartamenti per ospitarli

Hanno lasciato la casa di via Pola, ma potrebbero al più presto trovare un alloggio in affitto sul mercato. E’ la soluzione di compromesso trovata da Caritas e Comune per i nove richiedenti asilo sfrattati dalla casa di accoglienza, per fare posto ad altri diciotto immigrati in attesa di permesso. L’accordo, tra l’altro, riguarda anche i due immigrati che hanno già ottenuto il permesso.

Liberata la casa di via Pola, i richiedenti asilo andranno per ora in albergo: quattro a Varese, una coppia di cubani e due uomini con il permesso che lavorano in città, e altri sei a Porto Ceresio. Costo delle camere: 40mila lire al giorno. Ma Caritas, e precisamente la cooperativa "Farsi Prossimo" garantirà un aiuto economico di 10mila lire al giorno. 

L’impegno da parte di Comune e Caritas é quello di trovare degli alloggi sul mercato entro pochi giorni, facendo da garanti, dato che i richiedenti asilo non possono contrarre affitti.

"Stiamo pensando anche a formule di prestito per risolvere il problema della caparra" ha spiegato Roberto Guaglianone di "Farsi prossimo". Nonostante il controsenso di sfrattare dei richiedenti asilo per farne venire altri, c’é da dire che il progetto a cui aderisce il comune non prevedeva altre vie d’uscita. Come hanno spiegato i volontari Caritas la dimora é riservata agli asilanti che hanno fatto domanda dopo il 21 marzo. La casa di via Pola verrà ristrutturata per ospitare 18 uomini adulti.

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Pubblicato il 25 Giugno 2001
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