L’assessore Borsani: “Vestite anche i morti di Aids”
Una circolare della Regione invita gli ospedali e le Asl a non applicare con troppa rigidità il regolamento
| "Vogliamo assicurare il massimo rispetto delle persone decedute – afferma l’assessore Borsani – ed eliminare tutti i vincoli che i sanitari non ritengono di comprovata necessità ed efficacia per la tutela della salute. I morti di Aids possono essere rivestiti prima di essere sepolti". L’assessore regionale alla sanità Carlo Borsani prende posizione sui problemi insorti per i casi di sepoltura di persone decedute per Aids, che sono state tumulate senza abiti. L’ultimo risale solo a due settimane fa ed è accaduto all’ospedale Sant’Anna di Como: una ragazza di 35 anni, L.M. malata di Aids, dopo il decesso sarebbe rimasta nuda nella bara, avvolta solo in un sacco biodegradabile, per tre giorni. Nessuno degli addetti dell’ospedale voleva rivestirla e ai parenti era stato di fatto vietato avvicinarla, come prevede il regolamento nel caso in cui la morte avvenga in un reparto di malattie infettive. (sopra l’assessore: Carlo Borsani) A denunciare il fatto era stata un’amica della ragazza deceduta la quale, durante i funerali, era salita sul pulpito e aveva raccontato pubblicamente l’accaduto. |
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