Piuttosto vaga la discussione sulle aree dismesse
Presentata la petizione per il futuro della aree dismesse. L’amministrazione più che dare degli indirizzi nel documento di inquadramento non può fare molto: “le aree sono di proprietà dei privati”
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E’ stata respinta la petizione sulle aree dismesse presentata dal partito umanista ieri sera in consiglio comunale: pochi i cittadini presenti per le 188 firme raccolte per la discussione. Nella petizione si chiedevano una serie di interventi per le aree dismesse in modo tale da non considerarle più tali: si chiedevano un parco, case a basso costo, spazi ricreativi, un centro delle culture, un centro di assistenza. Nel presentare la petizione, il responsabile dell’ufficio stampa incaricato Leo Nannariello ha esposto la preoccupazione dei firmatari della petizione circa il futuro incerto di queste zone: “Abbiamo trovato alquanto preoccupante, presentando questa proposta alla gente, la disinformazione generale non certo dovuta al disinteresse. Disinformazione rafforzata dall’atteggiamento adottato da questo consiglio comunale lo scorso consiglio, quando al momento della discussione delle aree dismesse è stato allontanato il pubblico”.
Molte le polemiche nate sia dalla petizione che dalla provocazione della presentazione. L’assessore all’urbanistica De Wolf: “Preferisco rispondere al fatto concreto della petizione che ha una motivazione più concreta che politica come quello che ha detto: questa petizione sarà un promemoria per l’estate, sarà un documento sul quale prometto mi soffermerò a pensare”. L’assessore ha poi spiegato come le linee che l’amministrazione vuole seguire su queste aree siano tutte contenuto nel documento di inquadramento presentato proprio in consiglio a gennaio: “Queste aree appartengono a privati, noi possiamo dare degli indirizzi e porre dei vincoli, ma non possiamo costringere a rivalutarle subito: come intendiamo muoverci? L’amministrazione intende muoversi all’interno del quadro legislativo della Regione Lombardia, ma non possiamo pensare che ogni volta vi sia un problema edilizio in città di risolverlo con le aree dismesse, l’ultimo quello del mercato coperto”.
Dopo l’affermazione del comunista Marco Strada (“il documento di inquadramento era carente sul futuro delle aree dismesse) e in seguito alla provocazione di Roberto Guaglianone, consigliere di minoranza di Una città per tutti, secondo il quale “bisogna fare qualcosa e subito”, ha preso la parola il sindaco Pierluigi Gilli: “Come possiamo fare qualcosa se non sappiamo in che condizioni sia quel terreno? Non è l’amministrazione che non sta facendo nulla, ma i problemi sono tanti: uno economico, l’altro giuridico: la magistratura sta indagando e il consiglio non può dire nulla di pubblico sulle indagini in corso (riferendosi alla questione dell’inquinamento dell’area Bertani). Ogni speculazione è assurda: se volete delle risposte andate da procuratore, ma non facciamo illazioni assurde e infondate che possono diventare motivo di allarme pubblico ingiustificato. Trovo poi assurdo che a presentare una petizione del genere sia un gruppo che si faccia rappresentare da una persona che vive a Milano”. Con la motivazione addetta dal consigliere De Wolf, la petizione ha trovato solo due voti favorevoli e quattro astenuti, mentre il resto del consiglio ha votato contro la proposta dei cittadini di realizzare tali opere nelle aree dismesse, ma con l’impegno dell’assessore a cercare qualche soluzione che sblocchi la questione.
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