Sono ancora vuote le residenze per i rifugiati
Non sono ancora giunte richieste adeguate all'offerta che i comuni convenzionati hanno elaborato: ospiteranno infatti solo nuclei famigliari. Ritardi a Somma perché la residenza iniziale era troppo periferica
Lo sportello per i rifugiati politici è attivo presso l’aeroporto di Malpensa da una settimana circa. Gestito dal Cir, consiglio italiano per i rifugiati, servirà ad accogliere e ad assistere i richiedenti asilo politico. La casa di via Pola a Varese, messa a disposizione dell’amministrazione comunale per questo progetto che ha respiro nazionale , ospita da lunedì sette afgani e quattro curdi. L’altro polo di accoglienza in Provincia è rappresentato dai comuni di Sesto Calende, in qualità di capofila, Somma Lombardo e Cardano al Campo, che hanno siglato una convenzione per partecipare a questo progetto. Sempre nei giorni scorsi è stato firmato il protocollo d’intesa fra questi comuni e le associazioni che gestiranno l’accoglienza, la Caritas e il Cir. Ora si attende solo di ospitare gli stranieri in attesa del particolare status.
Anche se le residenze di Sesto Calende e Cardano al Campo sono operative, non ospitano ancora nessuno. Un dato che contrasta con l’aumento appurato di rifugiati politici che arrivano nell’ambito territoriale di Malpensa, che ha visto negli ultimi anni passare il loro numero dalle otto persone del 1998, ai novantacinque del 1999 e centotrentacinque del 2000. Non si tratta di una flessione del dato, lo confermano gli arrivi di via Pola, ma della scelta particolare che i comuni dell’area Malpensa-Ticino hanno intrapreso. Nelle tre residenze messe a punto saranno infatti ospitati solo nuclei famigliari, per un numero totale di diciassette persone ( 5 a Sesto, 5 a Cardano e 7 a Somma). Una scelta più mirata e adattata ai servizi di assistenza che i tre comuni sono in grado di fornire, ma anche una scelta più selettiva. A confermare questa situazione lo stesso assessore alle politiche sociali di Sesto, Claudio Carabelli, "di richieste ne sono state già avanzate, ma non corrispondono ai nostri standard, visto che abbiamo scelto di ospitare solo famiglie".
Diverso è il caso di Somma Lombardo, dove il progetto non è tuttora operativo. A determinare questo ritardo, che assicurano dagli uffici dei servizi sociali, si risolverà in questi giorni, è stata la nuova opportunità di utilizzare una residenza diversa, più centrale e più prossima ai servizi. L’alloggio individuato in origine si trova infatti in una zona periferica, scomoda anche per i servizi di volontariato. A giorni dovrebbe concludersi il nuovo contratto e allora anche Somma Lombardo sarà pronta per realizzare il suo progetto di accoglienza.
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