Malpensa, arrivano i primi licenziamenti

Circa 50 dipendenti di American Airlines a casa. Incertezza per la situazione di Alitalia

Brutte notizie per i lavoratori delle compagnie aeree. Come prevedibile, dopo gli allarmi per l’occupazione dei giorni scorsi, arrivano le prime, drammatiche, decisioni dagli Stati Uniti. American Airlines ha comunicato la riduzione del 20% del suo traffico aereo. Malpensa paga lo scotto; la compagnia fa armi e bagagli e dal primo novembre chiude lo scalo: circa cinquanta, tra amministrativi, turnisti, impiegati di check-in, commerciali, rimangono senza posto di lavoro. Il comunicato della compagnia é secco. Per tutto il mese di ottobre sarà attivo il volo per Chicago, poi lo stop, non solo su Malpensa, ma anche su Stoccolma e American’s Birmingham. 
Per i sindacati é allarme rosso. "Abbiamo già programmato un nuovo incontro con l’azienda – spiega Giancarlo Cecchin della segreteria Cisl Ticino-Olona – ma soprattutto i sindacati si stanno muovendo a livello nazionale: il governo non può restare a guardare, deve intervenire a favore dell’occupazione". 
"Forti perplessità" vengono invece espresse dalla Cgil. Il segretario provinciale dei trasporti, Piergianni Rivolta, ha chiesto ulteriori chiarimenti alla compagnia americana. "American Airlines – dice Rivolta – ci ha fatto sapere che chiudeva lo scalo a seguito dei fatti di New York ma anche a causa della difficile situazione preesistente. Ecco, non vorremmo che si utilizzasse questo momento di allarme per licenziare in maniera indiscriminata". 
I contatti tra le parti inizieranno domani. La situazione internazionale, come si può intuire, non é semplice. Il dissesto delle compagnie aeree é stimato dalle agenzie di stampa in un danno globale di 21mila miliardi con una riduzione di personale di 100mila dipendenti. Solo American Airlines fa sapere di voler tagliare 20mila posti e così anche la United Airlines, altra compagnia che opera a Malpensa. Si parla anche di 11mila tagli per Us Airways, 12mila per Continental. In Europa le cose non vanno ugualmente bene. British Airways, ad esempio, ha annunciato 7mila esuberi.
Per Malpensa cruciale diviene la situazione di Alitalia. I sindacati si appellano al governo che, tra l’altro, attende dalla Ue il via libera a finanziamenti aggiuntivi per le compagnie che devono far fronte anche all’aumento dei premi assicurativi. 
Inevitabile il rincorrersi di voci tra i corridoi dell’hub. "L’unica certezza – racconta ancora Rivolta della Cgil – é che Alitalia non ha confermato 52 contratti do formazione, il resto é ancora poco chiaro".

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Pubblicato il 24 Settembre 2001
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