Presentato il Comitato per il Si
Tutte le forze sociali e politiche del neonato comitato hanno esposto i loro obiettivi e il programma della campagna referendaria
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È stato presentato questa mattina, in una conferenza stampa presso la sede dell’Ulivo di via Leonardo Da Vinci, il neonato Comitato per il Si. Presenti tutti i rappresentanti delle organizzazioni promotrici del Comitato, sono state illustrate le finalità e il programma di quella, che nell’intenzione dei promotori, vuole essere una battaglia di libertà e democrazia. L’insieme di queste forze politiche e sociali si mobiliterà per l’appuntamento referendario sul federalismo del 7 ottobre prossimo, appuntamento elettorale per ratificare la legge di riforma costituzionale approvata in primavera dal Governo Amato. La legge istituirebbe in Italia un modello di federalismo con caratteristiche concretamente innovative del modello di funzionamento dello Stato a vantaggio delle autonomie locali, un modello ispirato a precisi valori di sussidiarietà territoriale e solidarietà sociale a vantaggio di una ricerca equilibrata dell’efficienza amministrativa. Il Comitato per il Sì si propone di svolgere un ruolo di informazione capillare a tutti i cittadini sui contenuti del Referendum, un ruolo di stimolo ad ulteriori alleanze per il Sì, un ruolo di vigilanza sulla correttezza degli adempimenti istituzionali da parte dei sindaci della Provincia, una funzione di stimolo verso i cittadini alla partecipazione alla vita democratica. I promotori del Comitato per il Sì hanno già colto segnali netti da parte dei cittadini e dei militanti di dare vita a una battaglia per il Sì di grande impatto, a dispetto di quanti nella maggioranza mirano a mettere in secondo piano questo importantissimo appuntamento. I cittadini devono sapere che questo tipo di referendum si svolge in Italia per la prima volta e il suo scopo non è abrogare una legge dello Stato, bensì confermare una nuova Riforma Costituzionale già approvata dal Parlamento, ma che, proprio per la sua rilevanza, deve essere ratificata dai cittadini. Pertanto non sussiste l’esigenza di raggiungere un quorum di votanti minimo, e la legge verrà ratificata a maggioranza. |
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