Razzismo e solidarietà: le due facce della Varese che reagisce all’attentato

Scritte razziste alla macelleria islamica nella stessa mattina in cui la maggior parte delle istituzioni cittadine osserva i due minuti di stop

E’ una Varese divisa in due quella che si è svegliata stamattina 14 settembre, nel terzo giorno dopo l’attentato delle torri gemelle a New York: mentre la maggior parte delle istituzioni varesine aderiva all’iniziativa che prevede lo stop delle attività lavorative per due minuti, sui muri della città comparivano le prime scritte contro l’Islam. E comparivano tragicamente "a proposito": proprio sul muro che sta in mezzo alle due vetrine della centralissima macelleria Islamica di via Magenta, semplice punto commerciale ma anche luogo simbolo della Varese interrazziale, e di chi delle diversità non ha paura.

"Islam raus": con un sinistro termine tedesco, ci hanno pensato delle mani ignote a scrivere con la vernice che l’Islam "deve andarsene" dalla città . "Non è che un gesto vigliacco, compiuto di notte" commenta con una serenità che gli fa onore il proprietario del negozio " E che non ha avuto alcun avvertimento nei giorni scorsi. Anzi, l’attentato non aveva cambiato niente nemmeno delle abitudini dei nostri clienti italiani" Il negozio infatti, complice il fatto che il negozio non chiude a pranzo e si vende kebab e cus cus già pronto da mangiare o portare a casa, è giornalmente meta di varesini in vena di novità culinarie che lavorano o studiano in zona . "Non siamo intimoriti, se non succede nient’altro non faremo nulla – conclude infine il prorietario – Noi siamo solo qui per lavorare".

Nel frattempo, mezza città programmava due minuti di sospensione a mezzogiorno, mentre i palazzi pubblici esibivano le bandiere a mezz’asta: e se i commercianti di corso Matteotti si sono mossi in ordine sparso, secondo coscienza personale, la Confesercenti varesina ha esortato i propri aderenti non solo a rispettare i tre minuti di silenzio, ma anche a donare il sangue e a pensare a delle iniziative concrete di solidarietà a favore di chi è rimasto coinvolto nell’attentato. 

Anche le scuole di ogni ordine e grado hanno avuto la consegna del silenzio per tre minuti, con la sola differenza che sono state applicate in momenti diversi nell’arco della giornata scolastica, a seconda delle decisioni dei vari dirigenti. Tre minuti di silenzio anche per l’Insubria, per l’ospedale e per l’Asl, mentre due sono i minuti di stop osservati dall’AVT. Infine, l’associazione industriali di varese ha utilizzato le nuove tecnologie per segnalare l’avvenimento e esortare i suoi associati: ha comunicato infatti on line l’adesione ai tre minuti di stop proposti dalla comunità europea.

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Pubblicato il 14 Settembre 2001
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