Antrace: continua l’allarme in provincia

A Busto Arsizio venerdì mattina ferme le poste per un altro plico sospetto. A Caravate una lettera arriva tra le mani di un privato. L'esecutivo vara un provvedimento d'urgenza: possibili inasprimenti delle pene per il reato di procurato allarme

Ricovero precauzionale all’ospedale Sacco di Milano per una dipendente delle poste di Busto Arsizio venuta a contatto con una sostanza non ancora identificata contenuta in una lettera spedita da Bagdad. Verso le 10 di venerdì mattina la donna – M.A.M. le iniziali, classe 1955 e domiciliata a Gallarate –  ha lamentato bruciori alle vie respiratorie e dolori addominali che hanno reso necessario il ricovero in seguito all’apertura di un plico. Immediato l’intervento dei vigili del fuoco e della polizia per operare la bonifica, l’analisi della sostanza è invece un compito che spetterà ai tecnici dell’Asl. 

Il secondo caso si è verificato a Caravate verso le 11 di venerdì. Ad un persona, un privato, è stata recapitata a casa una lettera contenente la solita polverina di colore bianco, che è fuoriuscita al momento dell’apertura del plico. L’allarme è stato lanciato dagli agenti della polizia municipale del Verbano. Sulla lettera, che porta il timbro postale di Innsbruck, nota località turistica austriaca, stanno indagando ora i carabinieri della compagnia di Luino. Insieme a loro il nucleo speciale dell’Asl, incaricato degli esami di rito.

Dall’Azienda sanitaria locale fanno sapere che "non ci sono le condizioni perché si possa utilizzare una sostanza come l’antrace. Sul nostro territorio non ci sono stati casi di carbonchio da anni", come ha affermato nei giorni scorsi Giorgio Benedettini, direttore generale dell’Asl, nel corso di una conferenza stampa. Tuttavia l’allarme rimane alto, e sempre presso l’Asl provinciale è stato istituito un numero per le emergenze di questo tipo (0332/234746) che va a sommarsi al servizio analogo a livello nazionale (800-571661) già attivo da tempo.

Sul fronte della sicurezza si sta lavorando a livello governativo non solo per punire chi appoggia azioni terroristiche ma anche nei confronti di chi crea inutili allarmismi tra la popolazione con quelli che, fortunatamente, si sono rivelati solo scherzi di pessimo gusto. L’Esecutivo italiano in questo senso si sta allineando con quelli di altri paesi come Stati Uniti e l’Inghilterra, dove la polizia ha annunciato che sarà previsto l’arresto immediato di chiunque invii false lettere.

Il Governo ha da qualche giorno approvato un decreto con lo scopo di rafforzare le azioni contro il terrorismo anche con l’introduzione di nuove fattispecie penali. Sara’ punito, con reclusione fino a 4 anni, anche chi dà assistenza o rifugio a persone che appartengono a tali organizzazioni, mentre il guardasigilli Castelli ha annunciato di non escludere l’inasprimento di pene per i reati già previsti dal codice penale, come il "procurato allarme", fattispecie giuridica che prevede l’arresto fino a sei mesi ma anche il beneficio della sospensione condizionale della pena.
«Spero che i cittadini siano coscienti – ha affermato il Ministro della Giustizia Castelli – , responsabili e non facciano scherzi di questo tipo. E’ chiaro che se dovesse diventare, malauguratamente, una pessima moda, allora il Governo dovrebbe porsi il problema»

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Pubblicato il 19 Ottobre 2001
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