“Sull’immigrazione è tempo che finiscano le polemiche”
Il segretario della Cisl Ticino Olona prende posizione sul recente "sgombero" alla Cantoni
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Dopo l’ennesimo sgombero dell’area Cantoni, alla vigilia di un nuovo inverno, il tema dell’immigrazione nell’Alto milanese torna d’attualità. Ci ritorna ma non come problema d’ordine pubblico. I Carabinieri, almeno da quello che è trapelato sulla stampa, non hanno trovato nulla che possa far pensare a presenze criminali o terroristiche. Sono stati fermati, come era prevedibile, un certo numero di irregolari, a cui è stato consegnato il decreto di espulsione ma non è stato contestato alcun reato. Meno prevedibile è la scoperta di oltre 50 lavoratori in regola con il permesso di soggiorno. Nella ricca Legnano almeno 50 cittadini, ma è molto probabile che il numero reale sia ben più alto, che lavorano nelle aziende della zona, in regola con la legge italiana, non hanno un posto dove dormire, dove mangiare, dove passare una vita decente nelle ore di non lavoro. Non è un problema di ordine pubblico, ma certo è un grave problema di ordine sociale, che non può non interessare la autorità e le forze sindacali e imprenditoriali. Ogni alibi, ogni sospetto di clandestinità per questi lavoratori è caduto. Così come è inammissibile che cittadini italiani non abbiano una casa dove dormire, lo è altrettanto se in quelle condizioni sono cittadini immigrati. Il tempo delle polemiche e delle discussioni è ora che finisca. Come da tempo il sindacato richiede e come era stato evidenziato anche al tavolo del patto territoriale nella riunione del 30 agosto, vanno avviati al più presto dei confronti con tutte le associazioni imprenditoriali e con le amministrazioni locali, a cominciare da quella di Legnano, sui temi dell’inserimento lavorativo degli stranieri e della loro formazione e integrazione, integrazione che non può prescindere da una soluzione al problema dell’alloggio. Nessuno, a questi confronti, deve più sottrarsi. Un aiuto può venire anche dalla recente intesa tra sindacato e Regione Lombardia sul cosiddetto "fondo di locazione temporanea", che prevede la possibilità che siano affittati, per periodi determinati, appartamenti pubblici o privati, con garanzie per i proprietari da parte degli Enti locali e l’intervento di fondi di sostegno regionali. Poi, per quanto l’argomento sia delicato, non possiamo ignorare il dramma delle altre 60 persone, e anche queste sono probabilmente molte di più, risultate non in regola con il permesso di soggiorno. Sappiamo bene che anche loro lavorano, per quanto in nero. Se non hanno permesso di soggiorno è perché ai loro cosiddetti datori di lavoro non conviene regolarizzarle. In questo caso l’irregolarità più grave che, questa si, turba l’ordine pubblico, è lo sfruttamento e i rischi a cui questi lavoratori vengono sottoposti. C’è da augurarsi che i Carabinieri che sono intervenuti per lo sgombero si impegnino, con lo stesso zelo, per individuare e punire i vari caporali che ad ogni alba reclutano gli irregolari o le pseudo cooperative di facchinaggio che imperversano anche nel nostro territorio. E anche che il recente provvedimento del Governo, per l’emersione del lavoro sommerso, venga esteso ai lavoratori stranieri, per non determinare nuove discriminazioni. Luigi Maffezzoli |
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