Anche Franz Kafka presente al congresso della Cgil
Nella relazione di un delegato un dialogo insolito tra il noto scrittore e un membro della commissione provinciale sul lavoro irregolare
Che cosa c’entra Franz kafka in un congresso di sindacalisti? E come è possibile che un letterato e intellettuale praghese, vissuto tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900, dialoghi con un sindacalista varesino del terzo millennio su questioni quali la sicurezza e il lavoro nero? Al 13mo congresso della Cgil varesina è accaduto anche questo. Non è la fantasia al potere e nemmeno il segnale di una mancanza di argomentazioni politiche. Il fatto è che le questioni legate alla sicurezza e alle nuove frontiere della lotta sindacale, hanno imposto ai delegati un ritorno al passato, agli esempi di come si sopravviveva e si moriva nel mondo del lavoro. «Il buon Franz – dice con tono confidenziale Renato Franchi, responsabile del dipartimento sicurezza della Cgil – non solo era un grande scrittore, ma pochi sanno che era un irreprensibile ispettore del lavoro».
Ma che c’entra Kafka con Gianmarco Martignoni, attuale membro della commissione provinciale sul lavoro irregolare? «Ho immaginato una situazione kafkiana – continua Franchi -, cioè il compagno Martignoni, zelante e attento, conversare di lavoro nero e diritti negati con il celebre scrittore, magari ad un telefono cellulare. E allora sarebbe interessante vedere la reazione di Martignoni di fronte al fatto che da allora poco o nulla è cambiato». Agli inizi del ‘900 Franz Kafka scriveva: "Nei miei quattro capitanati distrettuali la gente cade come ubriaca dalle armature e dai pontili, precipita dentro le macchine riportando quando va bene lesioni gravi e il più delle volte perdendo la vita, tutte le travi si ribaltano e si sgretolano, tutte le scale scivolano, ciò che si manda in alto precipita e si cade dietro ciò che si fa scendere. E quelle ragazze che nelle fabbriche di porcellana cadono contuinuamente sulle scale con pile di stoviglie in mano causandosi gravi fratture e lesioni. E’ una situazione a cui va posto rimedio, tutta questa gente ha diritto a non farsi male e a non ammalarsi".
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