Bertoglio: “Depotenziamento no, riorganizzazione sì”
Il direttore dell'Azienda Ospedaliera di Busto Arsizio, risponde alla recente polemica sul depotenziamento dell'ospedale cittadino sollevata dal Comitato per l'autonomia e da Forza Italia
| "Non è in atto alcun depotenziamento per l’ospedale di Saronno. Casomai una riorganizzazione". Sono le parole di Ambrogio Bertoglio, direttore dell’Azienda Ospedaliera di Busto Arsizio. La polemica era recentemente stata sollevata sia dal Comitato per l’autonomia dell’ospedale, sia dal maggior partito politico cittadino di Forza Italia. Entrambi avevano esternato le proprie preoccupazioni in merito ai lavori che si stanno attualmente approntando sui tre presidi dell’azienda, apparentemente a discapito del nosocomio di Saronno.
Dal gennaio di quest’anno l’ospedale cittadino ha accolto 14 mila degenze ordinarie, 3 mila casi in day hospital, e circa un milione di prestazioni ambulatoriali. "Sono numeri davvero imponenti – ha spiegato Bertoglio in un incontro svoltosi questa mattina, nel quale è stato affiancato dal direttore di Presidio, Angelo Basilico, e dal direttore amministrativo Gianduso – Con la competizione che arriva da altre strutture private, c’è il rischio di perdere le posizioni più periferiche. Non ci possiamo permettere di depotenziare questa struttura". Il direttore tende a precisare che la Regione non ha concesso all’Azienda di aumentare i costi di gestione; l’amministrazione ospedaliera si è così vista costretta a valorizzare al meglio le strutture, con le spese attuali, lavorando su tutti e tre i presidi. "Se con il termine depotenziamento, parliamo di riorganizzazione, non solo non lo nego, ma lo affermo come vanto. Nella riorganizzazione noi troviamo le forze per crescere". A dimostrazione della propria tesi, il direttore dell’Azienda Ospedaliera ha esposto una serie di lavori finora effettuati, e ha reso noti alcuni progetti in attuazione. "Un esempio perfetto di riorganizzazione sono i nuovi centro prelievi e Cup, costati circa 4 miliardi, che sta dando ottimi risultati – ha spiegato Bertoglio – Nella palazzina che prima ospitava il Cup sarà inserito un nuovo centro trasfusionale, più la sede dell’Avis, che lavorerà in stretta sinergia con gli altri ospedali. Inoltre, con una spesa di 800 milioni stiamo montando una Gamma camera in medicina nucleare; sono poi in preparazione quattro camere operatorie, tra le più moderne che esitano al mondo. Per quanto riguarda cardiologia, nuova sarà anche l’unità di cura coronarica a cui aggiungiamo l’elettrofisiologia, con monitoraggio totalmente nuovo. Il 2002 sarà poi l’anno della risonanza: abbiamo intenzione di mettere questa attrezzatura sia a Saronno che a Busto. Inoltre, non vi è nulla di ufficiale, ma speriamo in una stretta collaborazione con la Rsa che sorgerà poco distante dall’ospedale". Nell’esposizione dei progetti per l’ospedale di Saronno, particolare attenzione è stata data al nuovo reparto di Oncologia. Nei giorni scorsi è infatti arrivata l’autorizzazione regionale per poter trasformare una delle due unità operative di medicina nella nuova Unità Operativa di Oncologia, per la quale l’Azienda sta cercando un neo primario oncologo. "Raduneremo, in questo nuovo reparto, tutti quelli che si occupano di Oncologia e che sono attualmente sparsi nelle altre medicine e con l’occasione provvederemo a ridistribuire anche le competenze. Inoltre, è appena partita la chirurgia toracica che vorremo diventasse una vera e propria unità operativa" ha spiegato il direttore. "Sempre più dobbiamo fornire ai nostri pazienti percorsi completi e non prestazioni staccate – ha aggiunto Gianduso – Il problema principale non sono quindi le apparecchiature, sono i clinici che gestiscono i pazienti. Ci stiamo preoccupando molto di che tipo di professionisti verranno a gestire le strutture e che capacità avranno di accompagnare i pazienti". L’azienda, infatti, nell’ultimo anno ha assunto 15 nuovi medici per lavorare nell’ospedale di Saronno. Bertoglio ha poi precisato che in questa riorganizzazione non viene licenziato, nè messo in cassaintegrazione nessuno. "Se dopo questo elenco qualcuno ha ancora il coraggio di parlare di depotenziamento, parliamo due lingue diverse. Se dovessimo far scorrere questo elenco a qualcuno di un altro ospedale, questo si leverebbe tanto di cappello. Diverso è se parliamo di riorganizzazione. Quello che stiamo attuando è un vero potenziamento. Siamo andati a rompere certi equilibri e questo ha semplicemente disturbato certe persone. La razionalizzazione e riorganizzazione ha semplicemente lo scopo di ricercare nuove risorse". |
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