Terreno rurale cede il passo a villette a schiera. E’ battaglia
Ancora un progetto urbanistico constestato. Andrea Buffoni: «Pericoloso precedente. Ora i proprietari faranno la gara per costruire»
| Aspro scontro in consiglio comunale sul progetto di lottizzazione di via Marche. Nell’area di Arnate a ridosso della 336 dovrà infatti sorgere un sistema edilizio di 25 villette a schiera, in un terreno classificato fino a ieri come area rurale di circa 10mila metri quadri. La maggioranza ha votato a favore di una variante di Prg che permetterà l’intervento, andando a modificare destinazione e geografia del luogo. Il provvedimento è stato contestato vivacemente per una serie di motivi di principio e di convenienza. «Non c’era nessun vincolo in scadenza – spiega Andrea Buffoni dell’omonima lista civica – e quindi nessun obbligo. Così facendo si è introdotto un pericolosissimo precedente: cambiare destinazione a un terreno agricolo senza un progetto territoriale definito. Sapete cosa vuol dire? Che in futuro ogni proprietario delle numerosissime aree rurali di Gallarate potrà chiedere il cambio di destinazione citando questo precedente e se non gli verrà concesso potrà dire di aver subito un torto». Con questa trasformazione l’immobiliare che ha acquisito il terreno agricolo (costo di area più fabbricato sui 350 milioni) si trova per le mani un affare da circa 15 miliardi. La differenza salta all’occhio, ed è per questo che anche la discussione nell’aula di Palazzo Broletto è stata movimentata. Forza Italia ha sostenuto la variante, il Ccd-Cdu ha espresso alcuni distinguo verbali ma ha poi votato a favore. Qualche perplessità in Alleanza Nazionale, assente il capogruppo Fabio Castano (poco convinto dell’opportunità del provvedimento). Il centrosinistra ha ribadito l’errore di concedere troppi benefici al privati e così anche la lista Buffoni. Claudio Bartoli è addirittura uscito dall’aula per protesta. Ma come giustifica l’amministrazione l’operazione di via Marche? Con le contropartite in opere pubbliche. La politica urbanistica della giunta è orientata da tempo a questa interpretazione: finanziare le opere pubbliche con l’intervento di privati, concedendo costruzioni e ristrutturazioni . Anche nel caso di via Marche la variante di Prg prevede 280 milioni in contanti e 1 miliardo e 200 milioni in opere: sistemazione del fabbricato di via Marco Polo e realizzazione di strade e fognature a sostegno delle villette a schiera di Arnate. Troppo? Troppo poco? Un giusto dare/avere? La posizioni rimangono le stesse da anni: la Cdl va dritta per la sua strada; le opposizioni ribattono citando l’eccessivo guadagno per il privato e la mancanza di programmazione. |
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