Crisi, è iniziata la trattativa sui licenziamenti

Nel 2002 la Sea si dividerà in due: infrastrutture e handling. Ma si teme per il calo del 25% di traffico con 560 esuberi già programmati. Il 9 gennaio incontro decisivo

Il 9 gennaio la Sea presenterà ai sindacati il disegno di riorganizzazione aziendale: calo del traffico, gestione degli esuberi, ma anche la divisione tra Sea holding e Sea handling saranno i piatti di forti di un invito a pranzo di cui i sindacati avrebbero volentieri fatto a meno. Il faccia a faccia tra le parti arriva in un momento delicato e dopo alcuni mesi di assoluta incertezza sul destino dell’aeroporto intercontinentale di Malpensa. Una partita che riguarda molto da vicino Varese e la sua provincia ma che proprio per la scarsità di notizie certe ha evidenziato, in questi due mesi, una incertezza di fondo da parte degli attori che dirigono le pedine sullo scacchiere. 
Per questo c’è molta attesa, tra lavoratori e organizzazioni sindacali, per vedere quale strategia Sea ha deciso di seguire, dopo la débâcle del progetto "megahub" sostenuto dalla presenza di Alitalia, e la netta riduzione di passeggeri dovuta a un mercato oramai traumatizzato. 
L’entrata in vigore delle norme europee sulla concorrenza non ha permesso di fare slittare la divisione della gestione delle attrezzature aeroportuali con quella dei movimenti di merci, bagagli e passeggeri, il cosiddetto handling. 
Il progetto prevede di conseguenzache nel 2002 Sea si sdoppi: la società madre, secondo la Cgil,  manterrà tra Linate e Malpensa circa 2.500 dipendenti, mentre saranno circa 4.500 i lavoratori che passeranno all’handling: un settore che, dopo la liberalizzazione, vedrà probabilmente un altro gestore privato, oltre all’unico, escluso Sea, già esistente, Ata. Come nuovo privato nel settore si parla di Tnt, o di Benetton, ma sono solo indiscrezioni. 
Nell’incontro di oggi venerdì 4 gennaio la Sea ha fornito ai sindacati una panoramica sulle figure professionali, sulle necessità del mercato, e sui principi guida della nuova riorganizzazione (tra cui quello, voluto dal comune di Milano, di non lasciare a casa nessuno), ma non è entrata nel merito delle questioni. Come effettuare la divisione e come soprattutto far quadrare il cerchio, salvare i 560 esuberi annunciati, recupera quel 25% di traffico mancante all’appello, è a tutt’oggi ancora top-secret. I sindacati stanno scaldando i motori: le dichiarazioni di alcuni delegati apparse in questi giorni sulla stampa non hanno fornito reali novità, ma hanno evidenziato la necessità di risonanza all’inizio di una trattativa che si annuncia per nulla indolore. Tra le varie indicazioni fornite da Sea si è parlato anche di riduzione delle spese correnti del 28 per cento e di ritorno di alcuni servizi delegati negli anni scorsi in appalto esterno. Il tutto in attesa della privatizzazione Sea, in naftalina da mesi.


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Pubblicato il 04 Gennaio 2002
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