I sindacati fanno il pieno in piazza Monte Grappa

Varese – Manifestazione con tremila lavoratori. Tutti contro l'abolizione parziale dell'articolo 18

Era da otto anni che il sindacato non faceva una manifestazione generale a Varese. Hanno risposto circa tremila lavoratori, un’adesione giudicata molto soddisfacente dagli organizzatori. Il corteo è partito alle 9 e 30 dalla stazione ferroviaria dello Stato e si è snodato lungo viale Milano, ha svoltato in via Rainoldi, e si è incamminato verso corso Matteotti, sfilando lentamente in piazza Podestà, dove una selva di fischi ha salutato il passaggio davanti alla sede cittadina della Lega Lombarda. Molti cori contro Bossi e Berlusconi («servi dei padroni») e contro il ministro del welfare Bobo Maroni, varesino, oggi in prima fila nella partita sull’articolo 18 e sulle riforme del lavoro che i sindacati rifiutano con forza. 

Dopo circa mezz’ora di corteo, il concentramento in piazza Monte Grappa, dove il colpo d’occhio era quello di una piazza piena di bandiere di Cgil-Cisl-Uil e delle varie categorie. Una mobilitazione in grande stile. I sindacati preparavano la manifestazione da qualche settimana con una serie di assemblee nei luoghi di lavoro. La percezione dei sindacalisti, e cioè di una nuova stagione di interesse dei lavoratori verso la difesa dei diritti acquisiti, sembra essere stata confermata. 

Le tre sigle confederali hanno organizzato l’appuntamento con cura. Diversi pullman hanno portato gli scioperanti fino al capoluogo, aggirando la nebbia e il traffico caotico della mattina. Tra le file del corteo numerosi uomini e donne di diverse categorie. C’erano chimici, metalmeccanici, dipendenti statali, ma anche giovani, associazioni. Si sono fatti sentire anche i poliziotti: il Siulp, il Silp e il Siap con volantinaggi e striscioni. Anche alcuni autisti dell’Avt («l’adesione è stata almeno dell’ottanto per cento» dicono).

Secondo Cgil-Cisl-Uil questa manifestazione segna anche il ritorno sulla scena di una nuova solidarietà generazionale. in questo giorni, i segretari provinciali hanno sottolineato più volte come la difesa delle pensioni e quella dell’articolo 18 che obbliga il reintegro del lavoratore licenziato senza giusta causa siano un cemento comune che impegna sullo stesso fronte giovani e meno giovani. 
Sul palco, Giovanni Guerziroli, della Cisl nazionale, Paolo Bonifacio della Cgil – Rsu Aermacchi e Dell’Utri segretario provinciale della Uil pubblico impiego hanno tenuto dei brevi comizi.
Per la mobilitazione sindacale è solo l’inizio. Il 15 febbraio appuntamento a Roma per lo sciopero del pubblico impiego. Fine della concertazione, lo scontro continua.

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Pubblicato il 29 Gennaio 2002
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