Teatro del Popolo: il Comune e la Cgil fanno pace
Nessuno spostamento da via Palestro. Il teatrino del popolo verrà rifatto e il sindacato ristrutturerà un'ala a sue spese
Finisce con un accordo pieno la guerra tra l’amministrazione di centrodestra a la Cgil. La ristrutturazione del teatrino del popolo si farà e il sindacato non dovrà fare la valigie. All’edificio viene così riconosciuta una doppia valenza. Culturale, per quanto riguarda la volontà di far rinascere una struttura teatrale e storica, dove si riconosce alla Cgil il diritto a rimanere in una sede costruita a suo tempo con una sottoscrizione operaia. Si tratta certamente di una buona notizia, perché permette a entrambi i soggetti coinvolti di non rinunciare ai rispettivi progetti, evitando alla cittadinanza un lungo contenzioso giudiziario che avrebbe bloccato ogni uso del palazzo di via Palestro. La praticabilità di una coabitazione ha tolto dunque le castagne dal fuoco: la ristrutturazione del Teatro del Popolo da parte del Comune insisterà infatti su tutta via Palestro, interessando l’ingresso, il piano terra, l’accesso al teatrino e il teatrino stesso, nonché la parte sovrastante che dà sulla via citata. La Cgil sarà invece collocata in via del Popolo, sulla quale avrà l’ingresso, occupando soprattutto parte del primo e del secondo piano. Ma non è tutto: con una Convenzione tra le parti, la Cgil effettuerà direttamente la ristrutturazione degli uffici che le saranno assegnati, a copertura dell’affitto, realizzando la proposta iniziale che a suo tempo aveva presentato in comune. Tali lavori inizieranno al più presto. L’accordo è stato ufficializzato da un comunicato stampa congiunto dell’amministrazione comunale della Cgil. "La soluzione – scrivono il vicesindaco Paolo Caravati e il segretario generale Ivana Brunato – è molto soddisfacente per entrambe le parti: si è infatti raggiunto un obiettivo che riconosce da un lato l’importante dell’opera pubblica nell’ottica di una maggiore presenza a livello culturale in città e dall’altro quella che è la presenza storica del sindacato". |
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Finisce con un accordo pieno la guerra tra l’amministrazione di centrodestra a la Cgil. La ristrutturazione del teatrino del popolo si farà e il sindacato non dovrà fare la valigie. All’edificio viene così riconosciuta una doppia valenza. Culturale, per quanto riguarda la volontà di far rinascere una struttura teatrale e storica, dove si riconosce alla Cgil il diritto a rimanere in una sede costruita a suo tempo con una sottoscrizione operaia. Si tratta certamente di una buona notizia, perché permette a entrambi i soggetti coinvolti di non rinunciare ai rispettivi progetti, evitando alla cittadinanza un lungo contenzioso giudiziario che avrebbe bloccato ogni uso del palazzo di via Palestro.




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