Il Comune sposa la causa degli oratori
Sì ai finanziamenti, ma non viene indicata la cifra. La Margherita insoddisfatta: volevamo 40mila euro all’anno
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Passa a maggioranza la delibera che permette il finanziamento pubblico degli oratori. Il documento si dilunga sulla funzione educativa e sociale svolta dalla parrocchie, ne tesse le lodi nell’ambito della sussidiarietà e della valorizzazione della comunità locale, e infine determina le tre linee di intervento scelte: obbligo di consultazione in fase di elaborazione di politiche verso i minori e i giovani in genere, eventuali finanziamenti e sostegno ai cosiddetti progetti-obiettivo, finanziamenti diretti o indiretti, istituendo apposito capitolo di bilancio e scontando servizi e tariffe comunali. La delibera di indirizzo è stata votata da 22 consiglieri (Casa delle libertà, Vivi Gallarate, Sdi, Ds, Lista Buffoni). Astenuti i 3 rappresentanti della Margherita, contrario Barberi di Rifondazione. L’esponente comunista ha criticato l’impostazione del documento perché "assume il cattolicesimo come paradigma unico per il risolvere il problema dell’aggregazione giovanile. Mentre, il comune, ha chiuso altre esperienze di valore, appellandosi a un cavillo, come quella di Armonie distorte al Melo". Inoltre, ha aggiunto Barberi, la scelta di politica di aprire un apposito capitolo di bilancio per gli oratori, quando si aumentano i costi per i servizi sociali, appare quantomeno inopportuna. |
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