John Nash, una passione folle per la matematica

Varese - Il lato umano della matematica spiegato nell'aula magna dell'università dell'Insubria attraverso la storia di un uomo geniale, avaro, misantropo, pazzo e amatissimo dalla moglie

John Nash: un uomo da Oscar (è tratto dalla sua biografia il plurinominato "A beautiful mind"), ma soprattutto la storia di uno scienziato che racconta molto di quanto nascano nel concreto le più astratte teorie matematiche. Un racconto che può appassionare e persino divertire chi lo ascolta, come è successo ai quasi duecento fortunati che hanno riempito questa mattina, sabato 2 marzo, l’aula magna dell’università dell’Insubria.

Nash, nei suoi primi anni ruggenti di studente solitario e geniale, si era concentrato su di una nuova branca della matematica, inventata pochi anni prima dal professor Neumann: la "teoria matematica dei giochi", non tanto una spiegazione dei giochi scientifici, come i più possono pensare, quanto la prima teoria che studia dal punto di vista matematico le relazioni interpersonali: come tale è infatti più correttamente definita "teoria delle dinamiche interattive", un modo affascinante e diverso dal solito per affrontare l’universo relazionale. Una teoria sviluppata anche con l’aiuto di un uomo, John Nash, che "ha passato la vita nell’estremo  tentativo di distinguersi dagli altri, per essere dagli altri approvato" come ha spiegato Roberto Lucchetti (foto), docente di analisi matematica nella sede comasca del politecnico di Milano e autore di "Di duelli, scacchi e dilemmi", un libro che spiega e racconta la teoria dei giochi.

E che ha saputo ben raccontare Nash e la sua vita di persona speciale e tormentata prima ancora che di pazzo schizofrenico: uno scienziato che ha elaborato tutte le più grandi novità matematiche a poco più di vent’anni, in età giovanissima e prima che la sua malattia diventasse evidente. "Una persona che possedeva una grande arroganza intellettuale, una proprietà magari considerata negativa, ma che unita al genio ottiene risultati notevolissimi". ha aggiunto Lucchetti "L’unica cosa che a lui interessava era di risolvere problemi difficili. Voleva dare un nome a qualche teorema, risolvere ciò che a nessuno era stato possibile. Lui a Princeton ci è arrivato a 22 anni, con una "raccomandation letter", le lettere che i professori anglosassoni utilizzano per presentare i giovani assistenti, assolutamente sintetica:diceva semplicemente "quest’uomo è un genio". A quell’epoca poteva camminare nei giardini dell’università con Einstein, Neumann, i principali matematici del tempo. Insomma, c’era un ambientino dove chiunque si sarebbe sentito inadeguato: ma Nash invece pensava che la teoria della relatività potesse essere perfezionata…"

Una storia innanzitutto umana quella che emerge dal racconto che Lucchetti fa alla densa platea, molto più densa di ciò che si poteva aspettare da un incontro che parla di matematica, una delle materie che mettono più in ansia gli italiani. Ragazzi e signori che hanno avuto il piacere di divertirsi ad un racconto appassionante e anche pensare e ragionare, ad una storia dove le più grandi scoperte scientifiche vanno a braccetto con le fisime, come l’avarizia.

"La teoria dell’equilibrio per cui Nash ha preso il Nobel? è stata inventata grazie a una pizza – ha spiegato infatti Lucchetti –  una leggenda tra professori dice che sia nata una sera a Pittsburgh, quando alcuni professori, tra cui Nash, sono andati a mangiare una pizza e qualcuno di loro ha proposto di pagare "alla romana". Nash, notoriamente tirato sui soldi, si è opposto, perché diceva "così mi costringete a comprare la pizza più cara, per ripartirne il prezzo su di voi"" da lì, da questo sistema in uso tra amici nei pagamenti, ha incominciato a studiare la teoria che gli ha poi valso la medaglia Fields, il nobel dei matematici, e il premio Nobel"

Di Nash ora si sa tutto a causa del film pluricandidato all’Oscar: un film che Lucchetti ha giudicato "Romanzato, ma importante perchè porta alla ribalta una storia umana e scientifica" di cui "La parte più falsa sono i deliri, e il fatto che abbia parlato alla sera del Nobel: in verità, lui ebbe la dispensa a parlare quella sera del ’94, in forza delle sue condizioni di salute".

Il film, poi, racconta di una storia a lieto fine: l’amore che libera dalla malattia "E’ vero che Nash da un certo punto in poi ha ricominciato a comportarsi normalmente, anche grazie alla continua vicinanza di sua moglie Alicia, che aveva voluto conoscerlo e sposarlo e dal quale aveva divorziato durante i momenti più duri della malattia, non abbandonandolo però mai fisicamente. Ma è anche vero che, secondo le sue stesse parole, lui si è limitato a dire che "adesso sembra che io sia tornato a parlare nel modo tipico degli scienziati" in qualche modo rifiutando di essersi normalizzato davvero, e ha aggiunto che "per chi non è seguace di Zoroastro, lui sembra solo un matto che ha convinto milioni di uomini a seguire riti strani, ma senza la sua pazzia lui sarebbe stato solo uno dei miliardi di uomini che hanno vissuto, e sono morti, dimenticati" Per Nash quindi il suo "ritorno alla normalità" non è che un modo per tagliare le ali al Dio che è in lui. O che forse è in tutti noi.

Tutto questo dunque si è sentito in un tranquillo sabato all’università, che ha raccontato in maniera appassionante le vite di uomini speciali davvero da raccontare. L’incontro con Lucchetti non è che il secondo di una serie che promette altri momenti emozionanti: se la settimana prossima si parlerà di due concetti strausati ma poco capiti, come quello di concreto e astratto, in compagnia di Angelo Guerraggio (foto), docente di matematica  dell’Insubria e coordinatore di questo ciclo realizzato sotto la direzione della facoltà di economia, il 16 marzo si parlerà di crittografia, il codice che ora permette (davvero?) la privacy delle carte di credito, si concluderà il 23 marzo con un altro racconto appassionante di uomini speciali: quello dei ragazzi di via Panisperna" il miracoloso gruppo romano capitanato da Enrico Fermi che nel periodo tra le due guerre, in una condizione di povertà che sembrava rendere impossibile qualunque scoperta speciale, fece delle incredibili scoperte di fisica nucleare.

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Pubblicato il 02 Marzo 2002
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