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E un candidato sindaco per le prossime elezioni amministrative a Busto Arsizio c’è. Si tratta del diessino Alberto Grandi (nella foto) attuale capogruppo dei Ds in consiglio comunale ed esponente più noto del partito nella vita politica cittadina. La sua candidatura è ancora da ufficializzare, ma va da sè che la scelta di tirarsi indietro dell’altro possibile candidato per il centrosinistra, Alessandro Berteotti della Margherita, lascia completamente sgombro il campo ai diesse. E la decisione di Alessandro Berteotti, che si accontenterà di essere il candidato vicesindaco, è certa. È stata ufficializzata ieri sera nel corso del comitato provinciale della Margherita dove l’esponente bustese è andato a relazionare sulla sua scelta. Decisione alla quale è arrivato in un momento difficile del confronto interno al centrosinistra, in cui si prefigurava addirittura la rottura. Crisi superata dunque e la coalizione continuerà a lavorare insieme. Ci sono tutti, Diesse, Margherita, Comunisti Italiani, Rifondazione Comunista e la Federazione dei Liberali e continueranno ora a lavorare sul programma come già avevano cominciato a fare da qualche settimana. «È stata una scelta di responsabilità presa anche alla luce della situazione a livello provinciale – ha spiegato Berteotti – e in un certo senso mi sento anche fautore di una soluzione globale a favore del centrosinistra». Una soluzione come ha voluto precisare l’esponente della Margherita, presa in maniera del tutto autonoma e senza pressioni dalle segreterie provinciali. L’unico suggerimento che Berteotti dice di avere accolto è quello che negli ultimi mesi è stato espresso dall’elettorato, della Margherita e non solo, a presentarsi uniti contro il centrodestra. Alla luce di tali considerazioni è stata questa la conclusione di Berteotti.
Sistemato il centrosinistra resta da sbloccare la situazione nell’altro schieramento politico. Se ancora ieri, fra le fila della Casa della Libertà una candidatura targata Carroccio pareva non del tutto scontata e delle possibilità per Forza Italia parevano del tutto credibili, dopo il tavolo provinciale svoltosi ieri mattina e preparatorio a quello di oggi delle segreterie regionali, quella della Lega Nord a Busto Arsizio come per la Provincia e Varese sono ormai un dato certo. Il nome più insistente per Busto Arsizio resta ancora quello del leghista consigliere regionale Giampiero Reguzzoni (nella foto). Forse non piace a tutti e forse non è completamente gradito a tutte le associazioni di categoria, eppure altri nomi dalla Lega Nord su Busto Arsizio non ne sono usciti. L’imprimatur lo darà sempre Umberto Bossi. E a meno che il senatur non sfoderi un’altra carta da giocare, quella di Reguzzoni resta ancora saldamente sul tavolo. Senza contare una casellina da riempire che lascerebbe vuota in consiglio regionale. Chissà, potrebbe magari andare al primo della lista degli esclusi, sempre in casa Lega Nord, da ricercare magari nei comuni minori come Cassano Magnago oppure Cardano al Campo dove i candidati sindaci dovrebbero essere di Forza Italia.
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