Caso Columbus: ancora attività antisindacale da parte della direzione
Dopo una prima vertenza portata dinanzi al Tribunale del lavoro, la CGIL vince un'altra causa contro la casa di riposo di Cuvio
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I giudici del tribunale del Lavoro di Varese hanno condannato per la seconda volta in pochi mesi la casa di riposo Columbus di Cuvio per attività antisindacale. La vertenza, presentata nello scorso febbraio da parte della categoria sindacale "Funzione Pubblica" della CGIL di Varese, contestava la condotta "antisindacale" da parte della proprietà nel non voler concedere gli spazi a lavoratori per esercitare le assemblee sindacali. La norma su cui l’azione legale del sindacato si fonda è contenuta nell’articolo 28 dello Statuto dei Lavoratori che si applica – recita testualmente la disposizione – «qualora il datore di lavoro ponga in essere comportamenti diretti ad impedire o limitare l’esercizio della libertà e dell’attività sindacale, nonchè il diritto di sciopero, su ricorso delle associazioni sindacali nazionali che ne abbiano interesse […]». Le vicende che portarono alla ribalta delle cronache il "caso Columbus" sono da ricondursi, come si ricorderà, alla pubblicazione su un sito internet di alcuni proclami antisindacali che, tra l’altro, riportavano con una sorta di colonna infame i nomi dei dipendenti iscritti al sindacato. In seguito alla rimozione dei proclami e alla pubblicazione di nuovi comunicati in cui si riconosce la legittimità dell’esercizio delle prerogative sindacali all’interno dell’azienda, dal gennaio scorso il clima non sembra aver subito mutamenti, tanto da costringere i sindacati a scendere sul piede di guerra per difendere il diritto ad effettuare l’assemblea sindacale dei lavoratori. Da qui la nuova vertenza terminata con l’ordinanza del Giudice del lavoro Luca Petrucci, conclusasi nella giornata di oggi, mercoledì 17 aprile. Un’ordinanza che oltre a riconoscere come illegittima la condotta tenuta dalla New Huose Columbus contiene un dispositivo che fa riferimento ad «iniziative volte alla costituzione di rappresentanze sindacali aziendali, un palese sconfinamento della datrice di lavoro in una materia integralmente riservata all’autonomia dei lavoratori e delle competenti organizzazioni sindacali», si legge in quanto scritto dal Giudice. Chiari, nella motivazione che si evince dall’ordinanza, i riferimenti alle norme dello Statuto che regolano sia la costituzione delle rappresentanze sindacali aziendali che dei sindacati di comodo. Dalla Camera del Lavoro di Varese grande soddisfazione da parte dei sindacalisti che hanno seguito il caso. «Riprendiamo esattamente il percorso interrotto nel febbraio scorso a seguito del comportamento antisindacale dell’azienda – ha commentato Giancarlo Ardizzoia della Funzione Pubblica CGIL. La CGIL chiede che vengano fatte rispettare le disposizioni contenute nello Statuto dei Lavoratori e nel contratto nazionale. Questa vittoria è importante, ma non abbassiamo la guardia: per lunedì prossimo, il 22 aprile, abbiamo dato notizia alla proprietà della Columbus che l’assemblea sindacale si farà». |
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