Gallarate dice sì alla holding provinciale

Il presidente dell'Amsc Caianiello: «Svolta epocale». L'azienda dà la scalata a Sogeiva

Il consiglio comunale di Gallarate ha approvato il protocollo d’intesa che sancisce la creazione della holding provinciale delle multiutilities. L’Amsc darà vita, insieme ed Aspem, Agesp Spa e Agesp Holding a una società pubblica per la gestione di gas, rifiuti, acqua ed energia. Un trionfo del pubblico sul privato, «una svolta epocale» come è stata definita dal presidente della Amsc Nino Caianiello. Amsc, da sola, ha anche acquistato il 50% di Fineco, socio privato che detiene il 27% di Sogeiva, società mista pubblico-privato per la depurazione delle acque. 
Con questa ulteriore decisione l’azienda gallaratese si garantisce, grazie ai patti societari, un consigliere d’amministrazione e l’amministratore delegato della stessa Sogeiva. L’annuncio della nomina è stata fatta ieri, e l’uomo scelto è Alberto Ravizzoli, consigliere d’amministrazione di Amsc. La scelta di scalare la Fineco è stata fatta in vista di una futura gestione delle acque (per partecipare alle gare occorre gestire l’intero ciclo) e si inserisce in una strategia industriale della azienda gallaratese che corre su un binario parallelo, rispetto alla fusione con le altre ex municipalizzate. Cosa significa? Probabilmente che l’azienda gallaratese e chi la dirige ha le idee chiare su come si conquisti peso e influenza nelle strategie future di questa fetta di mercato.
La Amsc ha la patrimonializzazione maggiore rispetto alle consorelle di Busto e Varese e tra i banchi del consiglio comunale, ieri sera, c’è chi ha tenuto a ricordare che ora Gallarate conterà davvero qualcosa, forse perché è la città che mette in campo l’azienda che vale di più tra le tre.
Discorso diverso per la gestione dei trasporti. Il ramo non entrerà nell’affare provinciale, ma sarà certamente ricercato un partner privato per partecipare alle gare. 
La normativa prevede infatti che le aziende debbano coprire almeno il 50% dei chilometri nella zona in cui concorrono. Nella sottozona di Gallarate, all’azienda mancano chilometri che verranno garantiti solo da un matrimonio di interessi. 
Politicamente, la fusione delle municipalizzate è stata sostenuta dalla Casa delle libertà. Rientrata senza danni la sortita di An, che chiedeva di vedere i bilanci delle altre aziende. I Ds e la Margherita hanno criticato la mancanza di informazioni e posto alcuni dubbi sull’articolo 35 della finanziaria, che incentiva gli accorpamenti territoriali delle ex municipalizzate. Scritto dal deputato leghista Giancarlo Giorgetti, quell’articolo sarebbe, secondo l’Ulivo, passibile di incostituzionalità, perché centralista rispetto alle modifiche costituzionali federaliste introdotte un anno fa dal centrosinistra. L’idea di una holding provinciale, in sé, non è stato però ritenuta sbagliata.
Alla fine votano sì 23 consiglieri. 5 i contrari. Le due liste civiche votano una a favore (gruppo Andrea Buffoni) e una contro (Claudio Bartoli di Vivigallarate).


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Pubblicato il 10 Aprile 2002
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