«L’ex Pretura deve rimanere a Gavirate»

Il sindaco Alberio spiega le ragioni del dissenso all’emendamento approvato al Senato che, una volta passato alla Camera, sopprimerebbe la sezione distaccata del Tribunale

La sezione distaccata del tribunale di Varese a Gavirate si prepara a fare le valige per spostarsi a Luino, ma il sindaco Giovanni Alberio pone il suo veto alla decisione maturata nella Commissione giustizia di Palazzo Madama. Il provvedimento, passato a maggioranza lo scorso 19 febbraio con la sola astensione del senatore Dalla Chiesa produrrà, se approvato, il passaggio dalla sezione di Gavirate a quella recentemente restaurata nella frazione Luinese di Voldomino. Se da un lato si pone rimedio ad una situazione che da anni rendeva disagevole l’accesso ai palazzi della giustizia per gli abitanti delle vallate Luinesi, ora si pone un altro problema per i cittadini residenti nella fascia lacuale del Medio Verbano. Passeranno sotto la giurisdizione del Tribunale di Varese non solo Gavirate, sede dell’attuale sezione distaccata, ma anche centri come Laveno Mombello o Angera, certamente non a due passi dal capoluogo.

Appresa la notizia, la replica del sindaco Alberio non si fa attendere. "Ritengo che il provvedimento sia inopportuno per almeno due motivi – ha affermato il primo cittadino. In primo luogo per la modalità con la quale si è arrivati alla decisione: eravamo rimasti al Disegno di Legge n° 735, quello, tanto per intenderci, che prevedeva l’attivazione della sezione del Tribunale a Luino e presentato dal senatore di AN Piero Pellicini, ma che in sostanza lasciava la struttura a Gavirate, senza l’interruzione del servizio. Ora, tramite la stampa, apprendiamo che l’emendamento passato in Commissione Giustizia del Senato toglierà di fatto il Tribunale a Gavirate, dove sarà solo disponibile il Giudice di pace. Anche i motivi legati all’opportunità di questa decisione risultano a mio avviso opinabili: per molti comuni sul lago è quanto mai scomodo spostarsi fino a Varese".

Questo, secondo il sindaco, va però a sommarsi ad altre questioni, anch’esse da non sottovalutare. Innanzi tutto le spese a suo tempo affrontate dal comune di Gavirate per lo spostamento della pretura Luinese, avvenuto solo nel 1998, e che ha comportato l’esborso di centinaia di milioni da parte del comune, una buona percentuale dei quali non ancora rimborsati dallo Stato. Poi la previsione a bilancio, per il 2002, dell’accensione di un mutuo per l’importo equivalente a 800 milioni di lire a beneficio della ristrutturazione dell’attuale stabile, che rimarrebbe così una posta inevasa nei conti dell’amministrazione gaviratese. Senza contare poi che alcuni lavori di ammodernamento presso la sezione del Tribunale sono tuttora in corso, vedi il cablaggio dei cavi telefonici. Insomma un ingente spreco di danaro pubblico.

Per questi motivi Alberio ha convocato in questi giorni un’assemblea di sindaci della zona per proporre al senatore Pellicini, originario estensore del Disegno di Legge, di spiegare le motivazioni che hanno spinto all’approvazione dell’emendamento. "L’ex Pretura di Gavirate non va spostata – ha concluso Alberio – e così la pensano già numerosi sindaci che hanno aderito alla nostra proposta".

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Pubblicato il 16 Aprile 2002
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