Niente discussione sulla questione palestinese, è lite tra i consiglieri

Sei consiglieri di Forza Italia abbandonano la seduta al momento della discussione; il sindaco esce dall’aula “indignato” per il volantino distribuito da Marco Strada di Rifondazione Comunista

Una vera e propria lite sulla questione palestinese quella scoppiata ieri sera, giovedì 4 aprile, in consiglio comunale. Sei consiglieri di Forza Italia hanno abbandonato l’aula al momento della discussione; il sindaco Pierluigi Gilli se ne è andato dichiarandosi “indignato” per un volantino distribuito da Marco Strada di Rifondazione Comunista. All’origine di tutto, una mozione urgente presentata proprio da Marco Strada sulla Palestina; il consiglio comunale, dopo molte indecisioni, ha deciso di non discutere il documento presentato. Inevitabili le polemiche che hanno subito fatto scattare, da parte del centrosinistra, la richiesta di un consiglio comunale aperto. Richiesta firmata anche dalla Lega Nord.

Secondo il presidente de consiglio comunale Dario Lucano vi erano valide motivazioni sia per discutere, sia per non discutere la mozione presentata da Strada:  secondo il nuovo regolamento del consiglio comunale l’argomento non sarebbe stato proponibile in quanto non strettamente pertinente alla vita dell’amministrazione comunale; a favore della discussione, invece, vi sarebbe stato il carattere di urgenza della mozione presentata. Altra motivazione tecnica: la seduta di ieri sera era una prosecuzione di un consiglio non concluso martedì scorso e quindi non si potrebbero aggiungere nuovi punti. Molti consiglieri inoltre hanno lamentato il fatto di non aver avuto il tempo di visionare la mozione presentata in municipio soltanto ieri mattina. «Tutto ciò causa una reale impossibilità di discutere per carenza di informazioni» ha spiegato Lucano.

Marco Strada ha quindi ricordato che tutte queste regole sono già state infrante dal consiglio per l’approvazione della mozione presentata dal sindaco sull’omicidio di Marco Biagi. «Se vogliamo nasconderci nell’ipocrisia, possiamo continuare a vivere facendo finta di niente – ha spiegato Strada – Di fronte alla gravità di questi fatti credo che il regolamento debba fare un passo indietro». «La metà delle cose che sono scritte nella mozione o non sono vere, o sono delle bugie, o sono troppo di parte. Abbiamo bisogno di approfondire gli argomenti prima di discuterne per così proporre anche degli emendamenti» ha risposto Giuseppe Longoni della Lega. Ha preso quindi la parola il sindaco dichiarando di non aver ancora potuto visionare la mozione. Gilli ha però fatto riferimento al volantino consegnatogli da Strada all’inizio della serata. In questo volantino, a firma de “la carovana dei disobbedienti lombardi” viene fermamente condannata l’azione israeliana. «Sono offeso e indignato di fronte a questo volantino – ha spiegato Gilli – non è possibile paragonare gli israeliani, che hanno avuto sei milioni di morti, a dei nazisti». A queste parole il sindaco ha abbandonato l’aula.

Secondo Roberto Guaglianone di “Una città per tutti” «Il sindaco se n’è andato per non prendere un’altra volta una posizione sulla Palestina. Ci sono tutti gli elementi per discutere la mozione se c’è la volontà politica». Lucano ha quindi rimesso la decisione alla votazione del consiglio comunale: 12 contrari alla discussione (la maggioranza e la Lega), 3 astenuti (unione saronnesi di centro), 6 favorevoli (tutto il centrosinistra). È quindi scattata la richiesta scritta di consiglio comunale aperto, firmata anche dalla Lega. «Ogni tipo di obiezione che è stata posta, è assolutamente pretestuosa – ha poi commentato Strada – Il sindaco ha colto una frase di un volantino in maniera pretestuosa, frase che non faceva parte della mozione e che non accosta gli israeliani a dei nazisti, ma paragona l’assedio israeliano a tecniche già collaudate dai nazisti. L’accostamento è pesante, ma anche il momento che stiamo vivendo lo è».

Il testo della mozione


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Pubblicato il 05 Aprile 2002
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