Reintegrata e licenziata nuovamente
Barbara Panzeri , dipendente della casa di riposo Columbus di Cuvio, è stata licenziata per la seconda volta. Il suo caso era divenuto simbolo per il sindacato della difesa dell’articolo 18
Nuova lettera di licenziamento per Barbara Panzeri, l’infermiera dipendente della casa di riposo Columbus di Cuvio e il cui caso è divenuto simbolo per il sindacato della difesa dell’articolo 18: la donna, infatti, il 23 marzo scorso parlò dal palco della manifestazione di Roma pochi attimi prima di Sergio Cofferati. L’episodio, dunque, apre “simbolicamente” la ricorrenza del Primo Maggio a Varese. (nella foto: Barbara Panzeri) Le motivazioni con le quali la Columbus ha chiesto l’allontanamento dell’attivista sindacale sono le stesse portate a sostegno del primo tentativo di licenziamento: infrazioni disciplinari e minacce al direttore del personale. L’”infrazione disciplinare” consiste nel fatto che la donna sarebbe stata sorpresa a fumare durante una pausa di lavoro; da lì sarebbe nata una lite con i dirigenti della Columbus. Secondo il sindacato, invece Barbara Panzeri paga il fatto di essersi esposta impegnandosi in attività sindacali all’interno di una azienda dove fino a pochi mesi fa non esisteva una rappresentanza dei lavoratori. La dipendente era già stata “bollata” come iscritta alla Cgil sul sito internet personale del direttore della Columbus; successivamente aveva ricevuto una lettera di licenziamento, impugnata davanti al giudice del lavoro di Varese: per questioni di carattere formale la misura era stata ritirata ma nel frattempo il caso di Barbara era assurto all’attenzione nazionale. L’infermiera aveva raccontato il suo caso, che si sperava felicemente risolto grazie alle tutele dell’articolo di 18 davanti ai due milioni di manifestanti accorsi al Circo massimo il 23 marzo scorso. Ora invece ecco un nuovo inatteso capitolo della vicenda: anche in questo caso è facile immaginare che la questione approderà nuovamente davanti al tribunale. |
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