E’ iniziato il processo d’appello per l’omicidio Cazacu

Bruciò l'operaio romeno che lavorava per lui. Cosimo Iannece era stato condannato a 30 anni in primo grado

L’atroce morte di Ion Cazacu ritorna davanti a un giudice. E’ iniziato questa mattina davanti alla seconda corte d’appello d’assise di Milano il processo d’appello. Sul banco degli imputati Cosimo Iannece, imprenditore di 36 anni, che il 14 marzo 2000 cosparse di benzina l’ingegnere romeno nell’appartamento di via Micca a Gallarate dove viveva con altri compagni di lavoro. 
Cazacu morì dopo un mese di agonia nel centro grandi ustionati dell’ospedale di Genova. Cosimo Iannece, piastrellista di Oggiona S.Stefano, venne arrestato e giudicato in primo grado con il rito abbreviato. L’accusa, sostenuta dal pm Giuseppe Battarino, ottenne per lui il massimo della pena, 30 anni di reclusione, giudizio pronunciato dal gup Olimpia Bossi del tribunale di Busto Arsizio.
Questa mattina, in aula, erano presenti sia la moglie di Ion, Nicoleta, che le due figlie, Alina di 18 anni e Fiorina di 20. Proprio alle due figlie dell’operaio è stato riconosciuto un anno fa un risarcimento di 800 milioni lire. Il procuratore generale Bruno Fenizia, al termine della sua requisitoria, ha chiesto la conferma della sentenza di primo grado. E’ venuto poi il turno delle parti civili e infine della arringa difensiva, che riprenderà domani. L’avvocato dell’imputato ha annunciato che chiederà l’assoluzione, sostenendo la tesi della fatalità o in subordine una condanna per omicidio colposo. Conclusioni della difesa e sentenza sono attese per domani.

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Pubblicato il 02 Luglio 2002
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