«I cieli lombardi ad altissimo rischio per gli uccelli migratori»

Secondo il coordinamento anticaccia lombardo sono stati votati in Regione Lombardia provvedimenti che consentono l'abbattimento di milioni di piccoli uccelli protetti in tutto il resto d'Europa

riceviamo e pubblichiamo

Si è consumato in questi giorni, lontano dai riflettori, ma soprattutto lontano da qualsiasi logica e serio dibattito, l’ennesimo attacco del Governo Regionale lombardo alla fauna e all’ambiente. Come se non bastassero le recenti modifiche peggiorative alla legge regionale sulla caccia, che allargano le maglie favore di una attività venatoria sempre più indiscriminata il Consiglio si è spinto recentemente ben oltre i limiti concessigli dalla legislazione nazionale e comunitaria per decretare il potenziale abbattimento di circa 12 milioni di piccoli uccelli (passeri, storni, fringuelli e peppole).

Da diversi anni la caccia a questi uccelli è vietata dalla legislazione comunitaria che ne prevede l’abbattimento, su decisione dei governi nazionali, solo come estrema soluzione in casi specifici e drammatici, come la sicurezza dei voli o gravi danni all’agricoltura.
Ci troviamo adesso di fronte a un provvedimento preso da un governo regionale e senza che esista alcuna traccia di danni all’agricoltura. Anzi, da una verifica effettuata presso le Province lombarde dal Coordinamento Anticaccia Regionale, composto da oltre venti associazioni ambientaliste lombarde, le richieste di rimborso presentate dagli agricoltori per danni provocati da queste specie ammontano a un desolante zero. Per quanto riguarda poi il traffico aereo, è evidente che i recenti problemi sui cieli lombardi niente hanno a che vedere con i voli dei fringuelli.

"Quello che più preoccupa" afferma il Coordinamento Anticaccia Regionale "è che questi provvedimenti rappresentano una concessione alla parte più aggressiva ed irresponsabile del mondo venatorio regionale e il sospetto che dietro a tutto questo più che le tradizioni ci siano forti interessi economici è più che fondato. In fondo per abbattere 12 milioni di uccelli servono come minino altrettante cartucce!".

La caccia ai piccoli uccelli migratori è infatti un’abitudine tutta bresciana e bergamasca e i provvedimenti di ieri sono indifferenti per la maggior parte dei cacciatori lombardi che non trovano alcun interesse nell’abbattere pennuti di una ventina di grammi, preferendo concentrarsi su bersagli di maggiore dimensione.
Contro la Regione le associazioni impugneranno i provvedimenti in contrasto con la Legge Quadro nazionale di fronte al Presidente del Consiglio in modo che porti queste norme di fronte alla Corte Costituzionale e ricorreranno anche all’Unione Europea.

Coordinamento Anticaccia Lombardo

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Pubblicato il 30 Luglio 2002
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