No alla cannabis come cura medica
La commissione regionale di esperti ha respinto la proposta di inserire la cannabis tra gli antidolorifici
| La Commissione Regionale di studio nominata e presieduta dall’assessore alla sanità Carlo Borsani ha deciso che la cannabis non potrà essere utilizzata come terapia per allievare il dolore.
Dopo aver analizzato le diverse reazioni delle persone malate, sottoponendole alle cure della cannabis, i medici hanno dimostrato che gli analgesici risultano più efficaci; inoltre la cannabis potrebbe provocare ripercussioni sul sistema nervoso, tra cui senso di depressione, diminuzione delle capacità mnemoniche o l’affievolimento delle percezioni sensoriali. L’effetto della cannabis è stato studiato anche come terapia alla sclerosi multipla, ma, sempre i medici, hanno notato che la cura serviva solo a peggiorare la situazione. Potrebbero essere solo sporadici e straordinari i casi riscontrati in cui la cannabis è riuscita a migliorare malattie come epilessia, emicrania e glaucoma. Alla fine dell’incontro la Commissione ha inoltre proposto di dare più spazio, all’interno degli edifici ospedalieri, allo studio basato sulla terapia del dolore. Con questo parere tecnico dovrebbe chiudersi la vicenda dell’introduzione della sostanza in ambito medico. Due mesi e mezzo fa vi era stata la clamorosa approvazione in Consiglio regionale della mozione dei Radicali che chiedeva al Governo e al Parlamento di "regolamentare l’uso medico della cannabis", votata da una maggioranza trasversale ai partiti. |
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