Piazza: «Confermiamo la nostra lotta contro il mega Centro commerciale»
Nonostante la diffida da parte della società che propone il progetto, il sindaco assicura che L'Amministrazione revocherà la delibera
| «Vogliamo andare alla revoca della delibera senza danni per la comunità». Con queste parole il sindaco di centrosinistra Mario Piazza durante il consiglio comunale di ieri martedì 30 luglio, ha sostanzialmente confermato il pensiero dell’Amministrazione sull’area ex Lazzaroni, ovvero quello di non volere la realizzazione del Centro Commerciale. La revoca dei documenti che permetterebbero il cambio di destinazione dell’area da industriale a commerciale non è ancora andato in consiglio comunale, ma il sindaco ha comunque espresso la linea su cui si sta muovendo l’amministrazione. Piazza avrebbe voluto votare la revoca di questi documenti (votati dalla passata amministrazione leghista) già nel consiglio comunale di inizio mese, ma l’Aries 2000, la società che propone il progetto del super centro commerciale, aveva diffidato il Comune dal compiere quel passo, facendo notare che sarebbe subito scattata una notevole richiesta di risarcimento.
«Si sta portando a termine un’indagine conoscitiva degli impegni presi dalla passata amministrazione e delle aspettative da questi generate presso la Regione o la Provincia – ha spiegato il primo cittadino uboldese – Nessun accordo è stato fatto, o firmato, da questa Amministrazione con Aries 2000. Le procedure e gli elaborati sono stati accettati senza che gli uffici tecnici esprimessero un giudizio dal punto di vista urbanistico ambientale o dell’impatto del Centro commerciale ricreativo su una zona già fortemente congestionata dal traffico legato al commerciale già esistente. Nessun ente pubblico ha fatto finora delle proiezioni sull’assetto futuro dell’intera zona. Ciò ci spinge, nell’attesa che vengano compiuti gli studi necessari, a mettere in evidenza le motivazioni politiche che avvallano la nostra decisione di andare alla revoca della citata delibera consigliare senza danni per la comunità». Nella propria esposizione Piazza ha sottolineato soprattutto l’aspetto sociale ed educativo dichiarando che la realizzazione del Centro «diluirebbe nell’anonimato i rapporti personali creando una tensione disaggregante nella comunità» e che «non si deve permettere che le tradizioni si sciolgano in un mondo che annulla le differenze e che prospetta il tempo libero attorno a una massificata vita illusoria, basata sul consumo e il divertimento». |
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