Stop agli impianti di riscaldamento ad olio combustibile
La decisione approvata dal Pirellone che destina tre milioni di euro a chi opterà per il metano
Sono solo una ventina nella nostra provincia, ma per loro la notizia non è delle migliori. La Regione, infatti, ha dichiarato guerra all’inquinamento atmosferico mettendo fuori legge gli impianti di riscaldamento a olio combustibile. La normativa scatterà il prossimo 15 ottobre, in anticipo, quindi, sui tempi previsti dalla legge nazionale ed avrà immediata applicazione nelle quattro aree più a rischio della regione: Milano, Como, Varese-Sempione e Bergamo.
Entro il prossimo anno, dunque, dovranno scomparire del tutto questi impianti che andranno sostituiti con riscaldamenti a metano o gasolio. La scelta, però, sarà abbastanza univoca, in quanto la stessa Regione ha deciso di finanziare le sostituzioni assicurando almeno il 30% della spesa a quanti opteranno per il metano. A questo riguardo, la giunta Formigoni ha stanziato tre milioni di euro.
Il 2003 è la scadenza per i piccoli impianti, quelli dei condomini per intenderci. Per le aziende, è previsto un anno ulteriore.
La normativa, comunque, non avrà carattere sanzionatorio.
Questa rivoluzione dovrebbe abbattere del 20% le emissioni nocive. Così, almeno, spera il presidente Formigoni, che ha fatto un veloce calcolo considerando che gli impianti ad olio combustibile emettono nell’aria il 22 per cento di Pm10, contro il 34% del gasolio e il 3% del metano.
L’unico dubbio sull’efficacia rimane sulla diffusione di questi impianti nocivi, circa una ventina nella nostra provincia. Ma un inizio è sempre benvenuto.
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