La Margherita “prosciuga” Reteacqua
Una mozione verrà presentata nei 140 Comuni in cui si chiede che la questione del Servizio idrico Integrato provinciale venga riaperta e ridiscussa con tutte le parti in causa
«Sul servizio idrico integrato è il caso di fermarsi un attimo e riconsiderare alcune cose: prima fra tutte la logica centralista e monopolista con cui la questione di Reteacqua è stata condotta fino ad oggi». Le parole di Livio Frigoli, sindaco di Castellanza e responsabile provinciale degli enti locali per la Margherita, vanno dritte al cuore del problema.
Sulla legge Galli, che prevede l’istituzione di un unico gestore del servizio idrico, quattro grandi Comuni, Varese, Gallarate, Busto Arsizio e Saronno, d’intesa con la provincia di Varese, hanno preso decisioni che avranno ripercussioni sugli altri 137 Comuni che fanno parte dell’Ato, ovvero l’Ambito Territoriale Ottimale. E non tutti i sindaci gradiscono queste decisioni.
La Margherita quindi, si schiera dalla parte di coloro che sulla vicenda non hanno avuto molta voce in capitolo e propone che in tutti i consigli comunali venga presentata una mozione in cui si chiede che venga riconvocata al più presto la Conferenza d’ambito per ridiscutere la costituzione di Reteacqua. E i vari problemi rimasti irrisolti.
Ma quali sono questi problemi? «Sostanzialmente si tratta di perplessità giuridico-legali – ha spiegato questa mattina Alessandro Alfieri, nel corso di una conferenza stampa – Prima fra tutte il fatto che l’Unione Europea ha "messo in mora" il nostro Governo imponendo la revisione dell’articolo 35 della finanziaria su cui i grandi Comuni della Provincia, prevedendo l’affidamento diretto alla holding provinciale delle municipalizzate, hanno fondato il loro disegno del servizio idrico varesino».
C’è poi un aspetto prettamente politico ed è quello sollevato da Frigoli: «E’ il modo antiliberista con cui le decisioni sono state prese. L’esatto opposto di quello che ci siamo sentiti dire in tante campagne elettorali. Hanno puntato ad avere un unico gestore ma deciso da loro senza tenere conto delle leggi che già esistono, delle indicazioni dell’Unione Europea, della costituzione italiana e del parere degli altri 137 comuni. Così, noi crediamo, non si va lontano».
Ma che su Reteacqua il malcontento serpeggi deve averlo già colto anche il presidente della Provincia Reguzzoni che proprio ieri ha riconvocato il comitato ristretto, composto da nove membri due dei quali rappresentano la minoranza.
«Su una questione così importante – ha detto anche Paolo Rossi, segretario della Provinciale della Margherita – non si può correre. E il fatto che il governo di centro destra cerchi di trovare un gestore unico così in fretta, è quanto meno sospetto. Per questo porteremo la mozione in tutti i consigli comunali, perché anche chi, fino ad oggi è stato tagliato fuori, rientri in gioco e dica la sua».
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