Cava Maggia, sviluppo e tutela all’ombra di Malpensa

Un'area degradata diventa occasione di lavoro per tutto il territorio

Una ferita nella collina destinata a diventare uno dei fiori all’occhiello della politica urbanistica della zona Malpensa. Sta infatti per iniziare il recupero della cava Maggia, 480mila metri quadri, a due passi dall’aeroporto, in cui verrà realizzato un parco a verde, un parcheggio, un impianto di compostaggio e una zona logistica per il trasporto merci. 
Il progetto è interessante per almeno due motivi: un vasto recupero di territorio grazie a strumenti urbanistici che non fanno spendere una lira ai cittadini, e insieme una delle prime realizzazioni concrete del famoso Piano d’area, la legge 10, licenziato dal consiglio regionale nel 1999, destinato a disegnare lo sviluppo infrastrutturale della brughiera, e a tutt’oggi parzialmente inapplicato. 

Comune e privati hanno poi aggiunto un passaggio, accordandosi sull’utilizzo delle legge regionale 9, e cioè negoziando di fatto standard urbanistici, livelli di tutela e contropartite economiche.
Nel dettaglio: i capannoni li gestirà la società Aviport Spa. In cambio ristrutturerà il palazzo di via Cavour – sede di uffici pubblici e mensa scolastiche – al costo di 625mila euro. Inoltre, provvederà alla ristrutturazione di piazza S.Ambrogio per 511mila euro e al finanziamento per 160mila euro della dogana austroungarica. 
Il compostaggio lo gestirà Am.Eco spa. Il comune parteciperà per una quota ancora da definire e conferirà a titolo gratuito un quarto di umido e tre quarti di verde, per ottenere un prodotto di qualità. Il parcheggio sarà invece destinata interamente a una società privata. 
Le linee di indirizzo sono già state approvate nel 2001. Ora, il sindaco Giovanni Canziani e l’assessore al territorio Donato Brognara, annunciano che il progetto, dopo l’accordo firmato in Regione e sottoscritto ieri anche dalla Provincia, verrà nuovamente sottoposto al giudizio del consiglio comunale. 
«Un lavoro egregio dell’ufficio tecnico che diverrà un caso a livello regionale». Così, sindaco assessore hanno definito il complesso iter politico e amministrativo. 

La legge 10 avrebbe infatti già potuto autorizzare l’uso della cava senza che il comune potesse intervenire nella progettazione. Con l’accordo di programma, invece, e soprattutto con il piano integrato di intervento, si è trovata una linea di sviluppo condivisa. 
L’amministrazione ha così potuto anche inserire alcune clausole aggiuntive di tutela del territorio, come il vincolo di edificabilità dell’area per trent’anni e la mancanza di barriere che possano ostacolare il passaggio della fauna. L’intreccio di legge 10 (piano d’area) e legge 9 (piani integrati di intervento), dunque, rappresenta una novità anche a livello legislativo, di cui l’amministrazione comunale sottolinea la validità. Ma la scelta ha un retroscena più profondo: far diventare Malpensa, nei limiti del possibile, un’occasione di tutela e sviluppo. Una scelta osteggiata dalle frange ambientaliste più radicali. A cantiere finito, infatti, le attività economiche della ex cava Maggia potrebbero portare a Lonate numerosi posti di lavoro.

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Pubblicato il 28 Novembre 2002
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