“La finanziaria di Pinocchio”
Incontro organizzato dai Comunisti italiani per venerdì 22 novembre alla Cooperativa di viale Belforte
Riceviamo e pubblichiamo
Hanno continuato per mesi con gli slogan della campagna elettorale. Per mesi hanno cercato di nascondere l’evidenza dei fatti: il peggioramento dei conti pubblici, la ripresa dell’inflazione, la stagnazione dell’economia, la crisi drammatica della FIAT, azienda simbolo dell’industria italiana.
Alla fine l’hanno dovuto ammettere. E in tanti oggi dicono che quelle di Tremonti erano cifre sballate, quelle di Berlusconi erano chiacchiere e propaganda.
Ma la Finanziaria che il governo di Berlusconi, Tremonti, Fini, Bossi ha presentato al Parlamento non porta rimedio alla situazione, anzi aggiunge danno a danno. Un danno per tutti, un danno per l’Italia. La Finanziaria non assicura sviluppo perché taglia investimenti e agevolazioni ai settori produttivi, soprattutto al Mezzogiorno.
Non assicura rigore perché le entrate previste sono aleatorie e le varie forme di concordati e condoni fiscali, oltre ad essere ingiuste sul piano morale, sono del tutto sovrastimate rispetto alle possibilità reali.
Non assicura equità perché la riduzione del peso fiscale sui redditi bassi arriva tardi, dopo l’annullamento dei provvedimenti varati tre anni fa dal Governo di centrosinistra, ed è l’anticipo di una nuova manovra fiscale tutta spostata a favore dei redditi medio–alti.
Non prevede forme di controllo dell’inflazione e dei prezzi, per cui i lavoratori a reddito più basso pagheranno due, tre, quattro volte quello che risparmieranno in tasse.
E, soprattutto, tagliando i trasferimenti di risorse alle Regioni, ai Comuni e agli Enti Locali nei settori della sanità e della scuola, il Governo condanna i cittadini, in particolare i giovani e gli anziani, a non avere più le prestazioni che fino ad oggi erano garantite e li costringerà a pagarseli da soli.
Contento della Finanziaria è il Ministro della Difesa che vede aumentate di 300 milioni di euro le sue disponibilità di spesa. Disponibilità aggiuntive a sostegno di operazioni militari, come l’invio di alpini in Afghanistan, chieste all’Italia dall’amministrazione Bush.
Con la Finanziaria 2003 si chiude il quadro degli attacchi avviati dal governo Berlusconi ai diritti e alle condizioni di vita dei lavoratori: l’art. 18 e la libertà di licenziamento, la delega sul lavoro e le assunzioni e i contratti sempre più precari, il taglio delle risorse alla sanità e alla scuola pubblica, la diminuzione del potere d’acquisto dei salari e degli stipendi per un’inflazione enormemente più alta dell’1,4% programmato
TUTTO QUESTO NON FA CHE CONFERMARE LA NECESSITÀ DI UNA DURA BATTAGLIA DI OPPOSIZIONE IN PARLAMENTO, LA BATTAGLIA CHE I COMUNISTI ITALIANI E L’ULIVO HANNO CONDOTTO ALLA CAMERA E STANNO CONDUCENDO AL SENATO.
La finanziaria non è solo un tema del dibattito parlamentare, è anche una grande operazione mediatica, attraverso cui Berlusconi dice agli Italiani che tutto va bene, che sta realizzando il suo programma. Racconta bugie e le bugie vanno smascherate.
E’ questo l’obiettivo del dibattito organizzato dai Comunisti Italiani di Varese, capire e discutere su cosa comporta veramente questa finanziaria
Di questo si parlerà venerdì 22 novembre alle ore 21 alla Cooperativa di Viale Belforte a Varese
Introduce Ennio Melandri Segretario provinciale dei Comunisti Italiani;
intervengono
Ivana BRUNATO Segretaria provinciale CGIL
Mariolina CIANTIA Sindaco di Vengono Superiore
Mario Anastasio ASPESI Sindaco di Cardano al Campo
Giuseppe MUSOLINO Presidente ARCI di Varese
Conclude
Il senatore GIANFRANCO PAGLIARULO, della Segreteria nazionale dei Comunisti Italiani e direttore della rivista "la Rinascita"
Partito dei Comunisti Italiani
Federazione di Varese
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