Cgil : «Dalla giunta Formigoni ancora bugie sulla sanità»

Secondo il sindacato guidato da Epifani la decisione di introdurre ticket su alcune prestazioni e sui farmaci rappresenta una scelta odiosa che penalizzerà pesantemente la popolazione lombarda

Il ticket sui farmaci e le opposizioni insorgono. Oltre alla mobilitazione organizzata dai partiti di minoranza in consiglio regionale, anche il sindacato boccia gli aumenti.
Come aveva annunciato l’Assessore Borsani sulla stampa qualche tempo fa, la decisione di introdurre ticket su alcune prestazioni e sui farmaci (si parla di due euro a confezione e di quattro per le ricette con più confezioni, con l’obiettivo indicativo di rastrellare 270 miliardi di vecchie lire), è ormai cosa fatta. Una scelta «odiosa che penalizzerà pesantemente la popolazione lombarda» secondo la Cgil, «soprattutto quella anziana, senza peraltro garantire un adeguato governo della spesa».

Sempre secondo il sindacato guidato da Epifani «si tratta di una misura che in passato era stata evitata a prezzo, però, di uno spostamento di fascia di diversi farmaci (circa un centinaio) che erano passati dalla gratuità ad essere a totale carico dei cittadini.

«I cittadini non possono continuare a pagare – concludono dal sindacato – sulla propria pelle, il prezzo degli errori di gestione di un esecutivo che pensa solo a favorire il settore privato sacrificando pesantemente quello pubblico.

La motivazione sulla base della quale si era proceduto ad aumenti Irpef e al passaggio di fascia di molti farmaci era proprio quella di evitare l’introduzione dei ticket. Ancora bugie dunque, così i cittadini pagheranno doppiamente le scelte dei governi di centro destra, quello centrale e quello regionale, dopo aver assistito ai tagli dei posti letto e alla decisione di chiudere molte strutture sanitarie. Una misura che segue una manovra finanziaria che nel 2001 ha fatto gravare sulla popolazione una spesa sanitaria di circa 750 miliardi di lire. Lo stesso Assessore Borsani ha affermato che, nonostante le politiche di contenimento – onerose per la cittadinanza e che hanno pesato soprattutto sulle strutture pubbliche – non si riesce a realizzare l’equilibrio di bilancio».

Si parla infatti di una previsione, per la spesa farmaceutica (che dovrebbe essere il 13% del totale della spesa sanitaria), di uno splafonamento pari a 220 miliardi di lire. La Cgil Lombardia critica fortemente le scelte del governo regionale e chiede un serio cambiamento di rotta nella politica sanitaria. La salute è un diritto e la Cgil si impegna a sviluppare tutte le iniziative necessarie affinché questo diritto venga garantito».


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Pubblicato il 11 Dicembre 2002
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