Gestione delle acque: un referendum abrogativo arriva in Regione
Già cento cinquanta comuni hanno firmato per opporsi alla legge regionale che istituisce gli ATO. Il sindaco di Magreglio: «Così difendiamo le autonomie»
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La protesta dei piccoli comuni sulla futura gestione delle acque arriva in Regione e lo fa col potere dirompente di 150 comuni sparsi a macchia di leopardo in tutta la Lombardia. Le amministrazioni, tramite un referendum, chiedono l’abrogazione di parte della legge regionale che applica la normativa nazionale sulla gestione dei servizi idrici integrati mediante l’introduzione degli Ato, gli ambiti territoriali ottimali di cui tanto si discute nell’ultimo periodo. Come si ricorderà, la questione fu oggetto nell’ultimo consiglio provinciale di una comunicazione da parte dello stesso Reguzzoni con la quale venne annunciata la decisione da parte della regione Lombardia di coinvolgere le amministrazioni pubbliche in modo da dare più spazio ai comuni e agli enti locali mediante una nuova legge sull’argomento. Ciò che le amministrazioni firmatarie del referendum abrogativo regionale chiedono ci viene spiegato dal promotore di questa campagna. Si chiama Marco Cerutti, ed è il sindaco di Magreglio, nel "Triangolo lariano", il comune che per primo si è fatto promotore di questa protesta. |
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