Gestione delle acque: un referendum abrogativo arriva in Regione

Già cento cinquanta comuni hanno firmato per opporsi alla legge regionale che istituisce gli ATO. Il sindaco di Magreglio: «Così difendiamo le autonomie»

La protesta dei piccoli comuni sulla futura gestione delle acque arriva in Regione e lo fa col potere dirompente di 150 comuni sparsi a macchia di leopardo in tutta la Lombardia. Le amministrazioni, tramite un referendum, chiedono l’abrogazione di parte della legge regionale che applica la normativa nazionale sulla gestione dei servizi idrici integrati mediante l’introduzione degli Ato, gli ambiti territoriali ottimali di cui tanto si discute nell’ultimo periodo. Come si ricorderà, la questione fu oggetto nell’ultimo consiglio provinciale di una comunicazione da parte dello stesso Reguzzoni con la quale venne annunciata la decisione da parte della regione Lombardia di coinvolgere le amministrazioni pubbliche in modo da dare più spazio ai comuni e agli enti locali mediante una nuova legge sull’argomento. Ciò che le amministrazioni firmatarie del referendum abrogativo regionale chiedono ci viene spiegato dal promotore di questa campagna. Si chiama Marco Cerutti, ed è il sindaco di Magreglio, nel "Triangolo lariano", il comune che per primo si è fatto promotore di questa protesta.
«Nel giugno dell’anno scorso – spiega il sindaco – abbiamo iniziato a chiederci, assieme ad altri sindaci della zona, se era possibile bloccare il procedimento in atto per la creazione degli Ato, ossia gli ambiti territoriali ottimali. Quello che non va della normativa regionale è compreso nei tre punti della legge che intendiamo abrogare con questo referendum. In pratica contestiamo l’individuazione dell’Ato, che non può corrispondere ad una provincia ma ad un bacino idrico; chiediamo la gestione in economia, quindi direttamente da parte dei comuni, oltre alla possibilità da parte anche dei più piccoli comuni di dire la loro, decidendo la sorte delle proprie riserve idriche attribuendo il medesimo peso a ciascun comune».
L’indizione del referendum è stata votata da 150 comuni, mentre 250 – su un totale di 1520 lombardi – non hanno aderito agli Ato. In tutto su 12 Ato della Lombardia ben 8  sono in pratica bloccati dalla protesta
Le motivazioni del referendum abrogativo verranno spiegate nella conferenza stampa che si terrà domani, 27 febbraio al Circolo della stampa di Milano. Spetterà all’ufficio di presidenza della regione Lombardia decidere se accettare o meno il referendum. 
«A questo punto – conclude il sindaco Cerutti – o si farà il referendum, o la Regione indichi chiaramente quali strada intende percorrere per venire incontro alle esigenze dei comuni».


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Pubblicato il 26 Febbraio 2003
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