Dalle parole alle preghiere Un ultimatum per la pace
Abbiate Guazzone – Il parroco Don Mauro Brescianini ha indetto per il giorno di scadenza dell’ultimatum una giornata di particolare preghiera con campane solenni e Messa comunitaria per la pace
«È ora di passare dalla manifestazione di pensiero ai fatti». È la provocatoria motivazione con cui don Mauro Brescianini, parroco di Abbiate Guazzone, ha lanciato con decisione l’“Ultimatum per la pace”.
L’iniziativa è in programma per tutta la giornata di domani, giovedì 20 marzo, subito dopo lo scadere dell’ultimatum dato da Bush a Saddam Hussein (termine che scade alle 4 di domani mattina).
«Si tratta di una giornata di particolare preghiera personale, meglio se famigliare, meglio ancora se si partecipa alla Santa Messa comunitaria delle 20 e 30 per la pace» spiega Don Mauro. A mezzogiorno, invece, suoneranno le campane solenni per invitare tutti alla preghiera.
«C’è l’ultimatum per la guerra, e noi abbiamo deciso di lanciare un ultimatum per la pace – spiega il Parroco – Le ragioni della pace sono molto più serie di quelle di una guerra, soprattutto di fronte a delle motivazioni sostenute con tante bugie. Prima è iniziata come guerra contro il terrorismo, poi è stato detto che si va contro Saddam perché è un dittatore, ma è un dittatore in casa propria. Si parla anche di una tempesta di bombe nel giro di 72 ore, ma se l’obiettivo è Saddam la tempesta di bombe non è necessaria: in questa maniera si vuole solo fare una guerra secondo i criteri della distruzione».
La bandiera della pace appesa sulla facciata della Chiesa Parrocchiale San Pietro e Paolo è solo una delle tante che sono esposte dai balconi delle case della frazione di Tradate. «La risposta della gente è alta – prosegue Don Mauro – Ci sono state delle buone prese di posizione per la pace come le iniziative svolte nel mese di gennaio o la diffusione delle bandiere. Domenica scorsa c’è stato il convegno diocesano per la pace e la gente del Decanato è tornata con la voglia di portare nelle case queste convinzioni. L’iniziativa di domani vuole far riflettere proprio nel giorno della scadenza dell’ultimatum e far emergere le ragioni della pace che sono tante. La gente deve riflettere, ragionare per conto proprio, pensare più in profondità, e non solo andare dietro alle posizioni ufficiali dei servizi televisivi di questi giorni. Servizi che costruiscono una facciata di vetro. Giustificare una guerra è un assurdo perché significherebbe dire che è giusta una cosa sbagliata. Le idee di pace possono diventare gesti concreti e fatti visibili come l’iniziativa di domani».
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